L’ACQUISIZIONE DEL SISTEMA VOCALICO ITALIANO: UNO STUDIO ACUSTICO SU PARLANTI GERMANOFONI E ROMENOFONI

Autori

  • Claudia Roberta Combei
  • Ottavia Tordini
  • Fabio Ardolino

DOI:

https://doi.org/10.13130/2037-3597/15063

Abstract

Questo studio si concentra sul vocalismo tonico di 12 apprendenti adulti di italiano L2 – 6 germanofoni e 6 romenofoni – che hanno vissuto almeno 6 mesi in Italia, paragonati a un numero congruo di soggetti madrelingua italiani. I primi risultati mostrano l’effetto dell’equivalence classification nel caso della pronuncia delle vocali semi-aperte italiane da parte degli apprendenti romeni. Dalle analisi acustiche è evidente come il loro grado di apertura risulti spesso semi-chiuso. Questo ci indica che i locutori romeni non sono sempre in grado di discriminare le opposizioni /e - ɛ/ e /o - ɔ/, d’altronde contrasti senza valore fonematico nella loro L1. Gli apprendenti tedeschi, invece, non hanno nessuna difficoltà a produrre le vocali semi-aperte. A livello acustico, per alcuni locutori tedeschi è stata evidenziata una sottile differenza nella pronuncia delle /e/ e /u/ italiane, anche se statisticamente non significativa. Usando modelli stocastici e tecniche di clustering si è potuto osservare che generalmente una pronuncia più simile a quella dei parlanti italiani si ha nel caso degli apprendenti che vivono da più di 48 mesi in Italia, che usano principalmente l’italiano per comunicare, che hanno ricevuto lezioni esplicite di pronuncia e che hanno un livello alto di competenze linguistiche in italiano. L’età della prima esposizione all’italiano non risulta statisticamente significativa. Questo dato potrebbe indicare una rilevanza maggiore della qualità e della quantità dell’input nell’apprendimento dei tratti segmentali, con implicazioni anche nell’insegnamento dell’italiano a stranieri.

 

The acquisition of the Italian vowel system: an instrumental study on German and Romanian learners

This paper investigates the acquisition of stressed vowels in L2 Italian by 6 German and 6 Romanian adult learners, who had lived in Italy for at least 6 months at the time they were recorded. In order to ensure comparability and make inferences, we examined them in comparison to 6 native Italian speakers in the same age range. The first result of this study indicates a notable effect of “equivalence classification” regarding the Romanian learners’ pronunciation of the Italian open-mid vowels. Fine-grained acoustic analyses reveal that their degree of vowel openness is often mid-close. This suggests that Romanian learners may not be able to easily perceive and produce the /e - ɛ/ and /o - ɔ/ contrasts, which in fact have no phonemic value in their L1. German learners, however, experience no difficulty with open-mid vowels. On another note, acoustically, it seems that pronunciation of Italian [e] and [u] displays peculiar values for some German speakers, even if these differences are not statistically significant. Statistical models and clustering techniques show that, generally, learners produce Italian vowels more accurately if they have lived in Italy for at least 48 months, if they mainly use Italian to communicate, if they have received specific pronunciation training in Italian and if they have a high level of language skills in Italian. The age of onset does not seem to have any statistically significant effect on the correctness of vowel pronunciation. This fact might suggest a relevant role of input quality and quantity for vowel acquisition, which could have implications on teaching Italian to L2 learners.

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Pubblicato

2021-01-24

Fascicolo

Sezione

QUADERNI DI ITALIANO LINGUADUE 4