«PER IL BENESSERE DI CHI LAVORA»: STRATEGIE LINGUISTICHE INCLUSIVE NEGLI STATUTI UNIVERSITARI ITALIANI
DOI:
https://doi.org/10.54103/2037-3597/31997Abstract
Lo studio ha l’obiettivo di fotografare l’attuale grado di ricezione dei suggerimenti per un uso non discriminatorio della lingua raccolti nelle diverse linee guida in àmbito amministrativo, osservare quali strategie vengono impiegate e in che modo. Per farlo, le autrici hanno selezionato un campione di statuti che fosse rappresentativo della situazione a livello nazionale, tentando di evidenziare scelte linguistiche efficaci messe in atto da alcune Università e mettendo in luce gli eventuali punti critici. Il corpus è costituito da dodici statuti universitari italiani emanati o aggiornati negli ultimi dieci anni. Le Università sono state selezionate sulla base di un criterio geografico (Nord, Centro, Sud e isole) e delle dimensioni dell’ateneo secondo le classificazioni del CENSIS. Gli aspetti linguistici presi in esame sono stati organizzati in tre categorie: 1) genere misto e/o ignoto dei sintagmi nominali; 2) nomi di ruoli, posizioni, professioni; 3) criteri di concordanza del genere. Precedono l’analisi due paragrafi: il primo è dedicato al rapporto tra lingua e genere a livello di inquadramento teorico, stato dell’arte e principi fondamentali; il secondo ha lo scopo di collocare la questione nella specificità del linguaggio burocratico-amministrativo. Dall’analisi emerge – come prevedibile – l’uso prevalente del maschile generico sia per quanto riguarda la concordanza, sia per quanto riguarda i nomi di genere misto e/o ignoto e le varie figure presenti nello statuto; le forme impersonali, distribuite in modo omogeneo tra gli statuti, non sembrerebbero corrispondere tanto a una volontà di usare un linguaggio ampio quanto a una caratteristica, per così dire, fisiologica dei testi burocratici, nei quali com’è noto è spiccata la tendenza a oggettivizzare e spersonalizzare il più possibile la presenza di referenti umani. Inoltre, si rileva come alcune università riescano, con modalità diverse, nell’intento di riscrivere interamente gli statuti in forma inclusiva: a partire dalle scelte linguistiche operate in questi testi le autrici formulano delle proposte di applicazione da intendersi valide per il linguaggio dell’amministrazione in àmbito universitario.
Inclusive linguistic strategies in Italian university statutes
The study aims to provide an overview of the current degree of uptake of recommendations for non-discriminatory language use as set out in various administrative guidelines, and to observe which strategies are employed and how. To this end, the authors selected a sample of university statutes representative of the national situation, seeking to highlight effective linguistic choices implemented by some universities and to identify any critical issues. The corpus consists of twelve Italian university statutes issued or updated over the past ten years. The universities were selected on the basis of geographical criteria (North, Centre, South and Islands) and of the size of the institution, according to CENSIS classifications. The linguistic aspects examined were organised into three categories: 1) mixed and/or unknown gender in noun phrases; 2) names of roles, positions, and professions; 3) gender agreement criteria. The analysis is preceded by two sections: the first outlines the relationship between language and gender from a theoretical perspective, presenting the state of the art and key principles; the second situates the issue within the specific context of bureaucratic–administrative language. As expected, the analysis shows the prevalent use of the generic masculine both in agreement patterns and in references to mixed and/or unknown gender, as well as in designations of the various roles mentioned in the statutes. Impersonal forms, which are evenly distributed across the statutes, do not appear to reflect a deliberate attempt to adopt broadly inclusive language so much as an intrinsic feature of bureaucratic texts, which are known for their strong tendency to objectify and depersonalise human referents as much as possible. The study also shows that some universities succeed—through different strategies—in rewriting their statutes entirely in inclusive forms. Drawing on the linguistic choices found in these texts, the authors propose a number of applications intended as workable guidelines for administrative language in the university context.
Downloads
Riferimenti bibliografici
Adamo S., Tigani Sava E., Zanfabro G. (2019), Non esiste solo il maschile. Teorie e pratiche per un linguaggio non discriminatorio da un punto di vista di genere, EUT, Trieste.
Bachis D., Mondani P. (2024), “A dieci anni da Donne, grammatica e media: la ricezione delle linee guida nei quotidiani e nei telegiornali”, in Lingue e culture dei media, 8, 1, pp. 7-36.
Bachis D., Mondani P. (2025), “Stereotipi di genere negli albi illustrati per bambine e bambini da 0 a 6 anni: analisi e proposte educative”, in Linguistica e letteratura, 50, 1-2, pp. 177-237.
Bazzanella C. (2010), “Genere e lingua”, in Simone R. (dir.), Enciclopedia dell’italiano, Treccani, Roma, pp. 556-558: https://www.treccani.it/enciclopedia/genere-elingua_(Enciclopedia-dell'Italiano)/.
Calvino I. (1980), Una pietra sopra, Einaudi, Torino.
Cassese S. (1993), Codice di stile delle comunicazioni scritte ad uso delle amministrazioni pubbliche, proposta e materiali di studio, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per la Funzione Pubblica.
Cortelazzo M. A. (2021), Il linguaggio amministrativo. Principi e pratiche di modernizzazione, Carocci, Roma.
De Cesare A. M., Giusti G. (a cura di) (2024), Lingua inclusiva: forme, funzioni, atteggiamenti e percezioni, Edizioni Ca’ Foscari, Venezia.
Dell’Anna M. V. (a cura di) (2023), La lingua e la scrittura forense: storia, temi, prospettive, Giappichelli, Torino.
Fresu R. (a cura di) (2008), Il gender nella storia linguistica italiana (1988-2008), Carocci, Roma.
Jannini E. A., Lenzi A., Maggi M. (2017), Sessuologia medica. Trattato di psicosessuologia, medicina della sessualità e salute della coppia, Edra, Milano.
Gualdo R., Clemenzi L. (a cura di) (2021), Atti Chiari. Chiarezza e concisione nella scrittura forense, Sette Città, Viterbo.
Lepschy G. (1988), “Lingua e sessismo”, in Id., Nuovi saggi di linguistica italiana, il Mulino, Bologna, pp. 61-81.
Lubello S. (2014), Il linguaggio burocratico, Carocci, Roma.
Lubello S. (2017), La lingua del diritto e dell’amministrazione, il Mulino, Bologna.
Lubello S. (2021), L’italiano del diritto, Carocci, Roma.
Lubello S. (2025), Il diritto dal basso. Il grado zero della scrittura giuridico-amministrativa, Franco Cesati Editore, Firenze.
Marcato G. (1988), “Italienisch: Sprache und Geschlechter. Lingua e sesso”, in Holtus G., Metzeltin M., Schmitt C. (eds.), Lexikon der Romanistischen Linguistik (LRL), IV. Italienisch, Korsisch, Sardisch (Italiano, Corso, Sardo), Niemeyer, Tübingen pp. 237-246.
Monaco M. P. (2023), La lingua italiana in una prospettiva di genere. Atti del Seminario online promosso dagli Atenei di Firenze e Udine, con il patrocinio dell’Accademia della Crusca (1° marzo 2022), Firenze University Press, Firenze.
Ondelli S. (a cura di) (2020), Le italiane e l’italiano: quattro studi sulla lingua di genere, EUT, Trieste.
Pagliarusco C. (2018), “Testi scolastici di lingua e cultura inglese sotto la lente: unità didattiche che dividono e strategie creative che riuniscono”, in Saperi di genere. Prospettive interdisciplinari su formazione, università, lavoro, politiche e movimenti sociali, Università di Trento, Trento, pp. 65-87.
Piemontese M. E. (a cura di) (2023), Il dovere costituzionale di farsi capire. A trent’anni dal Codice di stile, Prefazione di Sabino Cassese, Carocci, Roma.
Riccio A. (2024), “Strategie linguistiche per la valorizzazione delle differenze di genere neitesti normativi delle università italiane”, in De Cesare A. M., Giusti G. (a cura di), Lingua inclusiva: forme, funzioni, atteggiamenti e percezioni, Edizioni Ca’ Foscari, Venezia, pp. 20-73.
Rich A. (1979), On lies, secrets, and silence: Selected prose 1966-1978, Norton & Company, New York.
Robustelli C. (2012), Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo, progetto Genere e Linguaggio. Parole e immagini della Comunicazione svolto in collaborazione con l’Accademia della Crusca, realizzato con il finanziamento della Regione Toscana
L.R. 16/09 Cittadinanza di Genere, consultabile in rete all’indirizzo https://iris.unimore.it/retrieve/e31e124a-aacb-987f-e053-3705fe0a095a/Linee%20guida%20per%20l%27uso%20del%20genere%20nel%20linguaggio%20amministrativo.pdf.
Robustelli C. (2014), Donne, grammatica e media. Suggerimenti per l’uso dell’italiano, a cura di Maria Teresa Manuelli, Roma, GiULiA giornaliste: https://iris.unimore.it/retrieve/e31e124c-bc54-987f-e053-3705fe0a095a/donne_grammatica_media.pdf.
Robustelli C. (2016), Sindaco e sindaca: il linguaggio di genere, in L’Italiano. Conoscere e usare una lingua formidabile, IV, Accademia della Crusca-la Repubblica, Roma.
Robustelli C. (2018), Lingua italiana e questioni di genere. Riflessi linguistici di un mutamento socioculturale, Aracne, Roma.
Robustelli C. (2023), “Donne al lavoro: medico, direttore, poeta”, in Italiano digitale, 14, pp. 1-4.
Sabatini A. (1986), Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana, Commissione nazionale per la realizzazione della parità tra uomo e donna, Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Sabatini A. (1987), Il sessismo nella lingua italiana, Roma, Presidenza del Consiglio dei ministri, Direzione generale delle informazioni della editoria e della proprietà letteraria artistica e scientifica.
Serianni L. (2012), Italiani scritti, il Mulino, Bologna.
Thornton A. M. (2022), “Genere e igiene verbale: l’uso di forme con ə in italiano”, in Annali del Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati. Sezione linguistica, 11, pp. 11-54.
Thornton A. M. (2023), “‘Un mondo di uomini’ e come cambiarlo”, in Piemontese M. E. (a cura di), pp. 215-236.
Villani P. (2023), “Dalle Raccomandazioni di Alma Sabatini al Codice di stile e oltre. I testi delle pubbliche amministrazioni in un’ottica di genere”, in Piemontese M. E. (a cura di), pp. 196-214.
Zarra G. (2017), “I titoli di professione e cariche pubbliche esercitate da donne in Italia e all’estero”, in Gomez Gane Y. (a cura di), «Quasi una rivoluzione». I femminili di professione e cariche in Italia e all’estero, Accademia della Crusca, Firenze, pp. 19-120.
Dowloads
Pubblicato
Come citare
Fascicolo
Sezione
Licenza
Copyright (c) 2026 Dalila Bachis, Paola Mondani

Questo lavoro è fornito con la licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0.


