L’APPRODO ALL’ITALIANO: UN PUNTO DI ARRIVO?

Autori

  • Gabriella Cartago Università degli Studi di Milano

DOI:

https://doi.org/10.13130/2037-3597/3743

Abstract

La lingua italiana (come ogni altra lingua) è una entità in costante mutamento, che si risolve (e cita vari esempi, tra cui Carmine Abate) in una mescolanza tra la lingua di partenza e quella di arrivo. Quando si arriva in un nuovo Paese, c’è il momento della privazione della lingua materna; segue il momento dello straniamento, in cui non si usa nessuna delle due lingue; e, per lungo tempo, c’è la diffidenza nei confronti della nuova lingua che ancora non si sa usare (e la diffidenza di chi ti ascolta parlare una lingua appena imparata). Un’eteroglossia che si fa sempre più diffusa.

 

 

Approaching italian:a point of arrival?

 

The Italian language (like any other language) is constantly changing and ends up being (and citing several examples, including Carmine Abate) a mixture of departure and arrival languages. When in a new country, there is the deprivation of the mothertongue, followed by a period of alienation, when speakers do not use either of the two languages. For a certain time, there is diffidence towards the new language still largely unknown (and the skepticism of those hearing someone speak a newly learned language). Heteroglossia is becoming more widespread.

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Pubblicato

2014-02-10

Fascicolo

Sezione

GIORNATA DI STUDIO: SCRITTURE DI "NUOVI ITALIANI" a cura di Giuliana Nuvoli