TECMIRIO

  • Joel Vaucher de la Croix

Abstract

Partendo da due lettere carducciane nel contesto del trasferimento a Firenze della capitale del Regno d’Italia, l’articolo intende ripercorrere la storia e delineare la fortuna del grecismo tecmirio ‘segno certo’. A questo proposito sono illustrati e riportati gli esempi cinquecenteschi di Bernardo Segni, Annibal Caro e Tasso, legati alle prime traduzioni della Retorica di Aristotele, e in seguito le non numerose occorrenze settecentesche, fino alle testimonianze ottocentesche, anche poetiche e tecnico-scientifiche, che indicano la fortuna di una voce, oggi scomparsa, che sembra emanciparsi finalmente dal suo statuto di tecnicismo filosofico.

 

Tecmirio

Starting from two of Carducci’s letters regarding the transfer of the capital of the Kingdom of Italy to Florence, the article retraces the history and outline the luck of the Greek tecmirio ‘sure sign’. Sixteenth Century examples by Bernardo Segni, Annibal Caro and Tasso are illustrated and cited, linked to the earliest translations of Aristotle’s Rhetoric, as well as rarer Eighteenth and Nineteenth Century poetic and technical-scientific occurrences, which illustrate the destiny of this word, now disappeared, which seems to have been emancipated from its status of philosophical technicality.
Pubblicato
2018-03-16
Sezione
LINGUISTICA E STORIA DELLA LINGUA ITALIANA