Brevi riflessioni su religione, “Mondo russo” e diritti umani
DOI:
https://doi.org/10.54103/1971-8543/31289Parole chiave:
Mondo russo, Chiesa Ortodossa Russa, Ucraina, diritti umani, valori tradizionaliAbstract
Questo contributo prende in esame la dottrina del “Mondo Russo” (Russkiy Mir) analizzandola come una complessa costruzione geopolitica che si è evoluta da concetto culturale a dottrina di stato che trascende i confini fisici. Viene esaminata l’interazione tra “valori tradizionali” e le politiche di securitizzazione illustrando come questa ideologia promuova un sincretismo tra messianismo religioso e revanscismo territoriale. Particolare attenzione è rivolta al ruolo del Patriarcato di Mosca che contribuisce a fornire il fondamento teologico a questa dottrina inquadrando la Federazione Russa come un baluardo spirituale contro la decadenza occidentale e, allo stesso tempo, sacralizza l'invasione dell'Ucraina come una “Guerra Santa”. Questa elaborazione teorica è utilizzata per giustificare sistematiche violazioni dei diritti fondamentali sia internamente, reprimendo minoranze religiose, individui LGBTQI+ e la stampa, sia esternamente, alimentando l’aggressione militare. Il Russkiy Mir non rappresenta semplicemente uno strumento retorico, ma costituisce un progetto politico-religioso neo-imperiale che sfida l’ordine liberale contemporaneo. Stabilendo uno stato di eccezione morale e giuridico, questa dottrina subordina l’inviolabilità dei diritti umani alla supremazia dell'interesse statale.
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