Call for papers 2027 - Crisi, catastrofi, rinascite. La dimensione storico-giuridica
Il Comitato di direzione dell’Italian Review of Legal History invita tutti gli studiosi e le studiose a pubblicare nel numero del 2027 un articolo per contribuire al dibattitto sul tema Crisi, catastrofi, rinascite. La dimensione storico-giuridica.
Sono infiniti i piani prospettici che si offrono a una declinazione di questo tema: analisi delle forme di governo, rapporti tra popoli e governi, ‘educazione’ alla democrazia, diffusione della cultura, invenzione di nuovi strumenti del diritto per far fronte ai problemi della disuguaglianza, delle discriminazioni di genere, dei migranti, delle nuove forme di schiavitù, della crisi climatica al fine di garantire la tutela dei più deboli, dell’ambiente e del territorio.
Può lo studio della storia italiana, europea e mondiale offrire piani prospettici utili per decifrare quanto sta avvenendo nel presente?
La storia non si ripete mai e nulla di quanto è successo in qualsiasi epoca della storia in qualsiasi parte del mondo potrà mai riprodursi. Nulla o quasi nulla di quanto è stato previsto nel passato si è verificato e nulla è prevedibile per il futuro.
Tuttavia, la riflessione su quanto avviene nell’attualità è sempre utile agli storici per scoprire nuove angolazioni dalle quali studiare i più o meno lontani eventi storici e forse le sempre nuove prospettive offerte dalle scoperte indagine storica potrebbero suggerire o aiutarci a cogliere indizi e segnali utili per orientarci nel presente sempre più connotato da guerre, tragedie e catastrofi, violazioni e soppressioni di diritti.
La riflessione su specifiche esperienze storiche potrebbe servire per individuare cause ed emergenze che possono generare i rischi di cadere nel ‘precipizio’? Oppure, per tentare di tracciare vie percorribili per una svolta di rinascita anche contro le innumerevoli crisi del presente?
Sappiamo che le crisi che hanno colpito ogni civiltà hanno provocato molto spesso tragedie e catastrofi; talora, invece, alla crisi è seguita una trasformazione e una rinascita. In taluni periodi e in particolari circostanze, in specifici ‘spazi’, il diritto è riuscito a imprimere una svolta e a prevalere sui poteri esercitati con la violenza o anche, sotto un’apparente legalità, con leggi ingiuste e persino disumane. Non va dimenticato che le tante crisi, spesso drammatiche, che si sono verificate nel corso dei millenni in ogni parte del pianeta offrono importanti elementi di riflessione e vanno dunque prese in attenta considerazione, nelle loro analogie e nelle loro differenze.
Negli anni della rinascita dopo la fine della seconda guerra mondiale si è coltivata la speranza che la pace avrebbe trionfato sulla guerra, che la democrazia avrebbe impedito nuove dittature, che la tutela dei diritti umani avrebbe prevalso sullo sterminio dei popoli e sulla violenza alle persone, che l’unione degli Stati dell’Europa avrebbe costituito uno sbarramento contro le potenze prevaricatrici e espansioniste e che tutti quei principii e valori avrebbero potuto essere esportati in ogni parte del mondo. Si era confidato di poter garantire la realizzazione della pace e del bene individuale e collettivo sia con l’attuazione di costituzioni democratiche fondate sulla separazione e sul bilanciamento tra poteri, sia con le istituzioni, i principii e le regole del diritto internazionale e del diritto europeo. Molto in questo senso è stato fatto in molte nazioni: dalla pacificazione interna, alla fine del colonialismo, al riconoscimento dei diritti sociali, del valore dell’educazione e della cultura, del diritto alla salute per la parità delle donne, la protezione dei minori, la tutela dell’ambiente.
La vicende dell'ultimo ottantennio hanno portato alla creazione delle Nazioni Unite e delle successive convenzioni internazionali ora in vigore nonché alla creazione dell'Unione europea, per molti aspetti senza precedenti. Esse meritano ormai una puntuale ricostruzione storica.
A ottant’anni dall’inizio di tale percorso siamo, però, persino di fronte al rischio dell’annientamento di tutti i principi e i valori nei quali avevamo creduto: sta crollando la fede nella progressiva realizzazione di un mondo più giusto fondato su un diritto internazionale di pace e di collaborazione tra i popoli; gli sforzi per la tutela dell’ambiente non sono sempre o non sono più al centro delle politiche nazionali; all’affermazione dei principi democratici e di uguaglianza e di tutela dei più deboli non è conseguita una sufficiente educazione alla democrazia tanto che la cultura ‘sociale’ e la difesa della pur imperfetta democrazia sta declinando, mentre in troppe parti del mondo non solo le guerre continuano, ma si aprono nuovi scenari di conflitto e i governanti escludono l’esistenza di limiti al loro potere trasformandosi in dittatori.
In poche parole, è alle vicende del passato in ogni parte dell’Europa e del mondo che vogliamo volgere lo sguardo per tentare di ricostruire quando e come le crisi della società e delle istituzioni hanno portato a disastri e catastrofi e se e quando e dove le crisi sono state, invece, il motore di trasformazioni o rinascite che, almeno in alcuni settori specifici del diritto, hanno contribuito al miglioramento sociale, culturale, economico e istituzionale.
Il termine per l’invio del contributo è fissato al 30 giugno 2027.
Si possono pubblicare articoli in lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola, portoghese.
Gli articoli saranno pubblicati, a scelta dell’autore:
- in italiano (o in un’altra delle lingue indicate) e in inglese
- soltanto in lingua italiana (o in un’altra delle lingue indicate) con un abstract in inglese di almeno quattromila caratteri.
Si prega di compilare entro il 31 marzo 2027 il seguente modulo (file pdf compilabile con Acrobat Reader) e di inviarlo a segreteria.irlh@unimi.it e a claudia.storti@unimi.it
Per ogni ulteriore informazione, anche relativa a come inviare e a come redigere i contributi, vi invitiamo a visitare il sito della Rivista https://riviste.unimi.it/index.php/irlh e, in particolare, rinviamo ai link https://riviste.unimi.it/index.php/irlh/about e https://riviste.unimi.it/index.php/irlh/about/submissions


