La relatività come forma simbolica. Cassirer interprete di Einstein
DOI:
https://doi.org/10.54103/2039-9251/32271Parole chiave:
neokantismo, tempo, relatività, Cassirer, EinsteinAbstract
L’articolo ricostruisce l’interpretazione cassireriana della teoria della relatività mostrando come essa costituisca un momento di transizione dal criticismo neokantiano alla filosofia delle forme simboliche. Attraverso il confronto con Einstein, Cassirer non registra semplicemente una trasformazione interna alla fisica moderna, interroga, invece, la relatività per ripensare le condizioni di costituzione dell’esperienza oggettiva. Dopo aver ricondotto tale lettura nel contesto della Scuola di Marburgo e al passaggio dal concetto di sostanza al concetto di funzione, il contributo analizza le lezioni del 1920-1921, in cui la relatività viene assunta quale modello della formazione dei concetti scientifici e terreno di ridefinizione critica del rapporto tra filosofia e scienza. Particolare attenzione viene poi dedicata allo statuto di spazio e tempo: lungi dal dissolvere l’oggettività, la teoria einsteiniana consente a Cassirer di riformularla in termini relazionali, come ordine di coordinazione e non come fondamento sostanziale. Infine, ne risulta una lettura della relatività come riorganizzazione simbolica dell’esperienza scientifica, nella quale il trascendentale kantiano non viene confutato, ma reinterpretato in senso storico, funzionale e non sostanzialistico.
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