Call for papers

2022-11-22

Call for Papers del numero Nóema 14-2023: «Filosofia e istituzioni»

Nella «Settima Lettera», Platone racconta di come sia giunto a comprendere che solo la retta filosofia può fornire una guida negli affari privati e pubblici, e di come sia quindi necessario che a governare siano i filosofi. Fin dai suoi albori, dunque, il pensiero filosofico si è confrontato con le istituzioni. I viaggi di Platone a Siracusa sono la prova di come la relazione tra filosofia e istituzioni si possa articolare secondo direzioni diverse. Se, da un lato, dar vita a delle istituzioni giuste poiché ispirate alla più alta ricerca filosofica è stato il sogno che ha mosso gran parte della riflessione filosofica, dall’altro, allorché le istituzioni politiche diventano il baluardo dell’ingiustizia, il dissidio con la filosofia appare inevitabile. Ne è prova il rifiuto di Platone di partecipare alla vita politica sotto quel governo che ha condannato «l’uomo più giusto del suo tempo». D’altro canto il progetto educativo che Platone ha messo in atto nella sua Accademia indica un’altra modalità di relazionarsi con le istituzioni, ove queste ultime si fanno portatrici dell’istanza educativa che è alle radici del pensiero filosofico.

La figura di Platone è dunque emblematica del tema che Nóema si propone di esplorare nel prossimo numero, intitolato «Filosofia e istituzioni». Qual è la relazione tra la ricerca filosofica e le istituzioni? In quali modi la filosofia si è, nel corso del tempo, istituzionalizzata, e quali sono le conseguenze del suo connubio con le istituzioni? Queste e altre domande potranno essere il centro dei contributi che Nóema intende ospitare nel prossimo numero.

Il primo asse nel quale i contributi si potranno collocare sviluppa una riflessione al contempo storica e teoretica. Nel corso della storia del pensiero occidentale, i legami tra filosofia e istituzioni hanno preso forme diverse. Già solo nell’età ellenistica, il «vivi nascosto» dell’epicureismo e l’imperturbabilità del saggio stoico di fronte ai destini del mondo fanno segno a maniere al contempo comuni e differenti di relazionarsi alle istituzioni. Un ulteriore sviluppo storico – le cui conseguenze sono invero epocali – si avrà con la nascita delle Università durante il medioevo. A partire da quel momento, la formazione filosofica si congiunge con le istituzioni e manterrà con l’istituzione universitaria un rapporto privilegiato: il rapporto tra Università e filosofia vorrebbe dunque essere uno dei principali punti da tematizzare attraverso il nuovo numero di Nóema. Le forme di questo rapporto sono state naturalmente oggetto di riflessioni di molti pensatori, come Emerson, Nietzsche, o Dewey. Quale ruolo educativo dovremmo attribuire alla filosofia nelle istituzioni? In che misura la ricerca filosofica si riscopre esaltata, oppure al contrario snaturata, nel rapporto con le istituzioni educative, universitarie e non?

Le proposte potranno trattare i seguenti temi:

  • La relazione tra il saggio e la vita politica (Platone, epicureismo, stoicismo, cinismo antico);
  • Lo sviluppo del programma educativo della filosofia nelle istituzioni;
  • Contrasto tra l’educazione filosofica e l’istituzione universitaria;
  • Conseguenze dell’istituzionalizzarsi della filosofia, sia in riferimento alle università sia nelle istituzioni di governo.
  • Come si sviluppa una formazione filosofica?

Questi temi devono essere considerati al pari di spunti di riflessione e non come indicazioni che escludano trattazioni possibilmente differenti.

Linee guida per la presentazione degli articoli

Gli articoli proposti dovranno essere rigorosamente adeguati ai criteri editoriali descritti nelle “Informazioni per gli Autori” e sottoposti alla Redazione attraverso la procedura guidata ivi descritta. Nella procedura è richiesto di indicare un abstract, che dovrà essere di circa 1000 caratteri (in italiano e in inglese), e 5-10 parole chiave (in italiano e in inglese). I testi e i relativi materiali potranno essere caricati sul sito a partire dalla pubblicazione del presente Call for Papers fino al termine ultimo del 31 maggio 2023, in uno dei seguenti formati: .doc, .docx, .odt.

Nei giorni successivi alla presentazione della proposta (solitamente nel giro di due-tre settimane) si riceverà un avviso riguardante l’eventuale avvio delle procedure di peer review, che avverrà in modalità “blind”. Per questo motivo si prega, in fase di caricamento della proposta sul sito della Rivista, di presentare il proprio contributo in forma anonima, affinché possa poi essere mandato in revisione. L’autore inserirà il proprio nome soltanto nel format da compilare sul sito durante la procedura guidata.

In media la pubblicazione di ogni articolo avviene circa tre mesi dopo l’eventuale avvio delle procedure di revisione, anche se i tempi potranno variare caso per caso.