Archivio

  • Ricerche
    N. 3 (2012)

  • Ricerche
    N. 4-2 (2013)

  • Ricerche
    N. 5-2 (2014)

  • La materia
    N. 6-1 (2015)

    PRESENTAZIONE
    a cura della Redazione

    Con questo nuovo numero monografico «Nóema» intende sviluppare e approfondire l’esperienza avviata lo scorso anno con il fascicolo dedicato alle Tesi su Feuerbach di Marx. Lì si era condotto un esperimento che ha visto impegnata la rivista, insieme ad alcuni preziosi collaboratori, in un esercizio di riscrittura plurivoca e multifocale delle tesi marxiane. L’obiettivo era quello di restituire ai Lettori una eco di percorsi incrociati, anche assai diversi tra loro, mediante un ripensamento declinato al presente di quello scarto interno alla tradizione del materialismo ottocentesco che diede origine a un materialismo di nuovo genere, improntato sulla prassi e non sull’oggetto. Ne è derivata una rosa di questioni aperte, che gravitano attorno alla nozione stessa di materia e al senso di ciò che chiamiamo «oggettività» nel suo problematico rapporto con la non meno complessa nozione di «soggettività». Tali aperture costituiscono ora l’occasione per una messa a fuoco che «Nóema» svolgerà mediante un lavoro di équipe: in fasi successive, esso scandirà l’anno di lavorazione del presente fascicolo.

    Il primo appuntamento è stato la giornata di studio, aperta al pubblico, tenutasi all’Università degli Studi di Milano il 27 marzo 2015, sul tema «Transindividuale e nuovo materialismo», che ha preso le mosse dai contributi presentati nel recente volume miscellaneo Il transindividuale. Soggetti, relazioni, mutazioni (AA.VV, a cura di Etienne Balibar e Vittorio Morfino, Mimesis, 2014). In dialogo con alcuni degli Autori e con la partecipazione attiva degli studenti che già hanno collaborato al precedente numero monografico, «Nóema» ha inteso sollecitare una discussione intorno alle prospettive molteplici che la nozione di «transindividuale» introduce nel quadro di una riflessione non dogmatica sul tema della «materia» e sulle effettive possibilità di un pensiero materialista post-marxiano. Che la parola adatta a sussumere il senso e la portata di tali possibilità sia ancora «materialismo» è, peraltro, una delle questioni in gioco.

    Il fascicolo si apre dunque con la pubblicazione di alcuni materiali preliminari, che hanno il proposito di offrire ai Lettori un quadro orientativo dei temi in discussione. Nella sezione «Materiali» si trovano anche l’Introduzione e un estratto del volume curato da Balibar e Morfino. Nella sezione «Atti» si trovano invece i testi e gli abstract delle relazioni presentate nell’incontro del 27 marzo.

    Qui di seguito i video e gli audio del convegno visitabili su Youtube:

    1/8: Étienne BALIBAR - Marx, Freud, Spinoza: tre concezioni del transindividuale

    2/8: Domande del pubblico sull'intervento di Étienne Balibar

    3/8: Rocco RONCHI - Immanenza assoluta

    4/8: Domande del pubblico sull'intervento di Rocco Ronchi

    5/8: Felice CIMATTI - Perché l’essere umano non può essere come un lombrico? Wilfred Bion e il transindividuale

    6/8: Domande del pubblico sull'intervento di Felice Cimatti

    7/8: Carlo SINI - La materia del soggetto

    8/8: Tavola rotonda con con Rossella FABBRICHESI, Florinda CAMBRIA, Andrea CAVAZZINI, Vittorio MORFINO, Luca PINZOLO

    Gli sviluppi ulteriori e le riflessioni che potranno sorgere a partire da queste proposte di lavoro, troveranno collocazione, come sempre, nella sezione «Note e commenti» alla cui elaborazione tutti i Lettori sono invitati a partecipare attivamente, proponendo i loro contributi alla Redazione secondo le consuete modalità: tramite la procedura guidata prevista dal sito, oppure inviandoli all’indirizzo di posta elettronica della rivista. Il numero resterà in lavorazione fino a dicembre 2015.

  • Ricerche
    N. 6-2 (2015)

  • La conoscenza al lavoro. La formazione nell'età degli specialismi
    N. 7-1 (2016)

    Il numero corrente della nostra rivista è dedicato ad un tema che si sta imponendo in molti dibattiti attuali, sia all’interno delle istituzioni accademiche, sia a livello culturale in senso ampio. Il tema è quello della formazione. La intendiamo non solo come educazione e insegnamento di materie disciplinari, ma come processo creativo che mira a dar forma a ciò che cresce. E’ evidente a tutti – ed è ormai oggetto di preoccupazione diffusa – la sterile accumulazione di un sapere composto di miriadi di informazioni, recepite senza alcuna gerarchia valutativa e senza l’intervallo di una riflessione, e la necessità, al contrario, di concepire il sapere in un senso più vicino all’etimologia latinadel termine (“gustare”), una necessità che sembra evidenziarsi sempre più anche nella ricerca di molti giovani. Ma oggi, purtroppo, la relazione maestro-allievo è svilita e ridotta ad un processo meccanico emittente-ricevente, mentre quasi più nessuno, né tra i docenti, né tra i discenti, è in grado di manifestare l’orizzonte di senso che dovrebbe sostenere ogni impegno specifico di apprendimento.

    Concentreremo dunque qui l’attenzione soprattutto su alcuni temi che ci stanno a cuore. Anzitutto, cercheremo di riflettere sulla dimensione pratico-operativa della filosofia e sulla portata filosofica e culturale della scienza. Intendiamo riflettervi sia in un’ottica di riunificazione dei saperi, sia in quella di una rieducazione ad una visione non specialistica della conoscenza. Il lavoro della conoscenza non smette infatti di produrre, in ogni campo, frutti mirabili. Nel contempo si accentua fatalmente la loro dispersione in campi e discipline diverse e molto distanti tra loro. Le competenze specialistiche si moltiplicano, ma che cosa le accomuni in una visione orizzontale di fini condivisi diviene sempre più difficile stabilirlo, al di là di vaghe affermazioni retoriche o di generiche petizioni di principio. Questo venir meno di un’unità di senso della cultura e dei saperi si riverbera ancora una volta in modo evidente sul problema della formazione. Nella grande varietà dei saperi scientifici, umanistici, tecnici, antropologici, emerge con forza in molti ambiti la domanda su quale sia – o debba essere -  il piano di formazione complessiva, o, per meglio dire, di educazione di base, a largo spettro (intellettuale, culturale, sociale, morale) cui oggi si possa fare riferimento per recuperare il senso anche civico della comunità di riferimento. Crediamo che la filosofia, e in particolar modo la filosofia delle pratiche che ispira il progetto cui Noema rinvia, possa oggi offrire strumenti particolarmente efficaci in questa direzione. In relazione al tema complessivo della formazione nel tempo della grande specializzazione intellettuale e scientifico-tecnica,auspichiamo una discussione che prenda spunto dai primi contributi pubblicati sul corrente numero della rivista, capaci di travalicare l’ambito strettamente disciplinare e teorico, e a orientare verso l’idea della filosofia non come mera speculazione astratta, ma come pratica ed esercizio in actu, impegnata nell’ambito sociale e politico.

    A partire da queste considerazioni Noema si propone di costruire un numero monografico che esordisce con alcuni contributi del suo direttore e di alcuni collaboratori, per dare poi spazio agli atti di un convegno che si terrà all’Università degli Studi di Milano il 24 febbraio sul tema che dà il titolo al fascicolo. A partire da questi materiali, e tramite il CFP già lanciato sul numero della rivista, si auspica che possa prodursi una discussione ampia e il più possibile allargata a tutte le componenti coinvolte nei processi di formazione (dagli studenti liceali ai docenti universitari, dai pedagogisti agli psicologi di ogni orientamento).
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