What Becomes of Mathematics in Deleuze’s Philosophy?
DOI:
https://doi.org/10.54103/2239-5474/29294Parole chiave:
Gilles Deleuze, Virtualità, epistemologia, piano d'immanenza, matematicaAbstract
Che ne è della matematica nella filosofia di Deleuze?
Questo articolo ricostruisce il rapporto tra matematica e filosofia nell’opera di Gilles Deleuze, mostrando come i concetti matematici svolgano un ruolo coerente e sistematico all’interno del suo progetto metafisico. Facendo riferimento alla tradizione epistemologica francese di Brunschvicg e Lautman, Deleuze tratta la matematica non come un linguaggio formale, ma come un luogo privilegiato per pensare il reale attraverso la sua struttura virtuale. Attraverso una lettura di Differenza e ripetizione, Mille piani, La piega e Che cos’è la filosofia?, l’articolo mostra come i modelli matematici permettano a Deleuze di descrivere processi di attualizzazione e singolarità. Tuttavia, nella sua ultima opera scritta con Guattari, Che cos’è la filosofia?, Deleuze distingue esplicitamente la filosofia dalla scienza: mentre la scienza costruisce funzioni che rallentano il caos, la filosofia crea concetti che lo riaprono. L’articolo sostiene che questa distinzione non rappresenta una rottura rispetto ai testi precedenti, ma ne costituisce invece l’esito coerente. La filosofia non è matematica, ma può estrarre il virtuale dalla matematica – perché la matematica, come l’arte e la scienza, appartiene al reale che la filosofia pensa.
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