L'intelligenza artificiale ne Il patto di lucidità o l'intelligenza del male di Jean Baudrillard

Autori/Autrici

DOI:

https://doi.org/10.54103/2239-5474/29917

Parole chiave:

Jean Baudrillard, Realtà integrale, Imperfezione, Lucidità, IA

Abstract

L’intelligenza artificiale lavora trascrivendo matematicamente il mondo. In questo articolo, vogliamo analizzare le questioni che derivano da questo modus operandi servendoci del pensiero del filosofo francese Jean Baudrillard. Ciò che lo preoccupa maggiormente è che questa trascrizione matematica comporterà la perdita di ciò che rende il mondo un organismo vivente, ovvero l’incertezza, la finitezza, il caos. Questo progetto viene operato servendosi appunto anche delle IA che favoriscono la realizzazione di quella che Baudrillard definisce «realtà integrale», una realtà resa trasparente per eliminare qualsiasi opacità che non può essere controllata. Questo delitto della realtà, compiuto da chi ha paura delle “ombre”, non è perfetto, poiché c’è in noi un desiderio di resistenza a quest’opera di totale matematizzazione del mondo. Questa resistenza è propria di chi assiste “lucidamente” alla disfatta di quel sogno di integralità per mano dei suoi stessi meccanismi.

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Pubblicato

2025-11-19

Come citare

Caruso, G. (2025). L’intelligenza artificiale ne Il patto di lucidità o l’intelligenza del male di Jean Baudrillard. Nóema, (16), 266–277. https://doi.org/10.54103/2239-5474/29917