Figure dell’assenza tra Salomon Maimon, Emmanuel Lévinas e Walter Benjamin

  • Massimiliano Polari
Parole chiave: Assenza, Concreto, Contingente, Improvvisamente, Altro, Differenziale, Frammezzo, Discontinuità

Abstract

Il presente testo intende proporre una riflessione lungo il cammino teoretico proposto da Salomon Maimon ed Emmanuel Lèvinas, prendendo spunto dall’aporia filosofica del dialogo Parmenide di Platone riguardante il tema dell’ exaìphnes. Certamente entro le riflessioni di Lèvinas che in Maimon agisce fortemente una vis giudaica, che ne ispira i temi: per Maimon la risoluzione completa dell’empirico può aver luogo solo nella terra promessa dell’intelletto infinito, per Lèvinas il chiasmo tra l’assolutamente Altro, che si manifesta sottraendosi al tempo stesso nel volto dell’altro, ci chiama continuamente a far esodo da noi stessi. Nel concreto, in ciò che non ha luogo, nella pausa, nell’assenza e nella discontinuità, nel sommamente contingente, si trova il vero trascendentale quale elemento di mediazione che lega la realtà, non nelle categorie dell’intelletto che ci forniscono solo una realtà valida per la Wahrnhemung (percezione) e la objektive Vorstellung (rappresentazione oggettiva), ovvero una realtà postuma, fittizia. Come tertium non datur tra queste due posizioni - l’intelletto infinito di Maimon o l’esodo perenne da se stessi in Lèvinas – intenderemo porvi lo xynòn, ovvero un cum assente che coniuga in un paradossale intreccio il nominalismo assoluto di Hume con il mondo delle idee di Platone: il luogo assurdo di una patria assente.

Pubblicato
2014-10-19
Sezione
Metafisica trascendentale