Contributi

Oltre il frammento

Luca Di Viesto

Abstract


Questo articolo intende brevemente analizzare le caratteristiche che la forma del saggio ha assunto all’interno del pensiero del giovane György Lukács, del primo Walter Benjamin e di Theodor W. Adorno. Per tentare di individuare la specificità dei singoli approcci mi sono concentrato su un singolo punto: la funzione centrale che il saggio acquista entro le più generali relazioni che intercorrono tra particolare e sistema. I risultati sono particolarmente interessanti poiché, a fronte di un sostanziale accordo sulla diagnosi iniziale, i tre autori propongono soluzioni anche diametralmente opposte. A partire infatti dal consenso sull’impossibilità di ignorare la frattura prodottasi tra mondo e totalità, se Lukács si appella alla forma del saggio quale unica possibilità di riconnettere i due poli ormai distanti, risolvendo di conseguenza il particolare nel sistema, Adorno la intende invece come la sola forma adeguata ad esprimere l’insormontabilità della frattura. L’articolo si conclude dunque mostrando come solo il saggismo proprio del platonismo a sfumature messianiche di Benjamin sembri tentare di soddisfare le esigenze di entrambe le parti, l’autonomia del trascendente e la salvazione dell’immanente.

Parole chiave

Lukács; Benjamin; Adorno; frammento; particolare; saggio; forma; verità; sistema; mimesi

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DOI: https://doi.org/10.13130/2239-5474/9211

NBN: http://nbn.depositolegale.it/urn%3Anbn%3Ait%3Aunimi-21635



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Nóema - Rivista online di filosofia
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