LINGUA, MEDIAZIONE E INCLUSIONE: UN’INDAGINE SULLA COLLABORAZIONE TRA SCUOLA E TERZO SETTORE PER IL SUPPORTO A GIOVANI CON RETROTERRA MIGRATORIO IN TOSCANA
DOI:
https://doi.org/10.54103/2037-3597/30439Abstract
Il contributo analizza in chiave integrata il ruolo della scuola e del terzo settore nel supporto a giovani con cittadinanza non italiana, focalizzandosi sul contesto aretino e sulle pratiche attuate in collaborazione con una associazione del territorio che collabora con gli istituti scolastici. La ricerca adotta un approccio misto, basato su questionari rivolti al corpo docente, interviste a studenti e osservazione partecipante durante attività di doposcuola. I risultati evidenziano la centralità delle difficoltà linguistiche, in particolare della scarsa padronanza dell’“italiano per lo studio”, come fattore critico nel percorso scolastico di ragazze e ragazzi con retroterra migratorio. Emergono inoltre limiti strutturali del sistema scolastico italiano, che fatica a garantire un supporto sistematico all’inclusione, e il ruolo strategico delle associazioni del territorio nel colmare tali lacune attraverso azioni di mediazione linguistico-culturale e potenziamento linguistico. Il saggio propone una riflessione teorica sull’educazione plurilingue e sulla mediazione come dispositivo non solo linguistico, ma anche pedagogico e relazionale, capace di attivare processi di riconoscimento e partecipazione. Infine, viene avanzata la proposta di un modello educativo “decentrato”, fondato su una comunità educante plurale, in cui scuola e terzo settore operano in sinergia per costruire percorsi realmente inclusivi.
Language, mediation and inclusion: Exploring school - third sector partnerships supporting migrant-background youth in Tuscany
The paper offers a comprehensive examination of the role played by schools and the third sector in supporting young people without Italian citizenship, with a particular focus on the Arezzo area and on practices developed in collaboration with a local association engaged in school-based initiatives. The research adopts a mixed-methods approach, combining teacher questionnaires, student interviews, and participant observation during after-school activities. Findings point to the centrality of language-related challenges, especially limited mastery of Italian for academic purposes, as a critical factor influencing the educational trajectories of students with a migrant background. They also reveal the structural shortcomings of the Italian school system, which struggles to provide consistent, systemic support for inclusion. In this context, local associations play a strategic role in bridging these gaps through linguistic-cultural mediation and targeted language support. The essay further develops a theoretical reflection on multilingual education and on mediation as not only a linguistic tool, but also a pedagogical and relational one, capable of fostering recognition and participation. It ultimately proposes a “decentralised” educational model grounded in a pluralistic learning community, where schools and the third sector work in synergy to design and implement genuinely inclusive pathways.
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