Proposte

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Lista di controllo per la predisposizione di una proposta

Durante la procedura di trasmissione di una proposta, gli autori e le autrici devono verificare il rispetto dei seguenti requisiti; la submission potrebbe essere rifiutata se non aderisce a queste richieste.

  • La submission non è stata precedentemente pubblicata, né proposta a un'altra rivista (oppure si fornisce una spiegazione all'editor nei commenti).
  • Il file di submission è in un formato OpenOffice, Microsoft Word, RTF, o WordPerfect.
  • Dove possibile, sono stati fornite gli URL delle referenze.
  • Il testo ha spaziatura singola; usa un font 12 punti ; impiega il corsivo invece della sottolineatura (eccetto con gli indirizzi URL); e tutte le illustrazioni, figure, e tabelle sono posizionate all'interno del testo nei punti appropriati, piuttosto che alla fine.
  • Il testo aderisce alle richieste stilistiche e bibliografiche riassunte nelle linee guida dell'autore, che si trova nella pagina di informazioni sulla rivista.

Linee guida per gli autori e le autrici

Norme editoriali

La rivista "Il Risorgimento" accetta contributi di carattere scientifico dedicati a temi inerenti la storia dalla metà del XVIII secolo ai primi decenni del XX. Gli articoli proposti per la pubblicazione devono conformarsi alle seguenti norme redazionali.

1. Gli articoli, purché inediti e non sottoposti alla valutazione di altre riviste, devono essere proposti a questa rivista tramite l’invio alle caselle mail risorgimento@unimi.it oppure giacomo.girardi@unimi.it. Gli articoli, in questa fase, devono essere proposti in forma anonima per cui nome, afferenza istituzionale e recapiti dell’autrice/autore (o delle/degli autrici/autori) ed eventuali annotazioni riguardanti l’articolo devono essere resi noti soltanto nelle modalità indicate dalla redazione.

2. Gli articoli sono pubblicati in Diamond Open Access da Milano University Press.

3. Nome, afferenza istituzionale, indirizzo e recapiti telefonici dell’autrice/autore (o delle/degli autrici/autori) ed eventuali annotazioni riguardanti l’articolo, una volta terminato il referaggio, devono essere inseriti in nota a piè di prima pagina (solo per queste note si utilizzano i simboli * e **) nella versione definitiva da inviare alla redazione.

4. Ogni articolo deve includere un abstract in italiano e un abstract in inglese di circa 800 caratteri l’uno (spazi compresi). Ogni riassunto deve contenere in modo chiaro i punti salienti dell’articolo e deve essere espresso col soggetto in terza persona singolare (ad esempio: «L’autore sostiene che»). All’inizio dell’abstract in inglese deve comparire il titolo dell’articolo tradotto in inglese.

5. Alla fine di ognuno dei due abstract si devono scrivere un massimo di sei parole chiave in italiano e sei keywords in inglese, che indichino con chiarezza gli argomenti trattati (queste parole chiave servono per l’indicizzazione dell’articolo nelle banche dati internazionali e per gli indici analitici dell’annata).

6. Tutti i contributi pubblicati sulla rivista sono valutati preventivamente dal Comitato di direzione. Gli articoli inseriti nella sezione Saggi e studi sono valutati in forma anonima da esperti esterni ai Comitati direttivo e scientifico secondo la procedura della double blind peer review. Le dimensioni dei singoli articoli sono concordate con la redazione, ma solitamente il numero di caratteri è così suddiviso: Saggi e studi 50.000-70.000 caratteri (spazi inclusi); Letture e confronti, Note e discussioni e Archivi e documenti 15.000-30.000 caratteri (spazi inclusi); Recensioni 5.000-10.000 caratteri (spazi inclusi).

7. Impostazione testo e citazioni. Per il corpo del testo si utilizza Times New Roman 12, per le note Times New Roman 10. Non sono consentite enfatizzazioni tipografiche, aumento del carattere, uso del grassetto e della sottolineatura. Il corsivo viene utilizzato solo per le parole straniere di uso non comune in italiano e per i titoli di volumi a stampa o di saggi in articoli su periodici, opere collettanee, voci di enciclopedie

Maiuscolo. L’utilizzo del maiuscolo è ridotto quanto possibile. Non lo si usa per i termini comuni (paese, polizia, governo ecc.) né per gli aggettivi di nazionalità (gli italiani, gli inglesi, ecc.). Qualora si trattasse di locuzioni composte da più termini, il maiuscolo si usa solo per il primo (Partito comunista italiano, Repub- blica ligure, Legge delle guarentigie ecc.). Le categorie di periodizzazione vanno in maiuscolo (Illuminismo, Rinascimento, Risorgimento ecc.), come i termini geografici (Mezzogiorno, ma alto Mantovano, mare del Nord, mare Adriatico ecc.), i nomi delle divinità (Dio, Allah ecc.), la terminologia politico-amministrativa (ministero della Difesa).

Sigle. Le sigle presentano la maiuscola solo nell’iniziale e sono prive del punto di abbreviazione (Psi e non PSI o P.s.i.). Le sigle vanno sciolte solo la prima volta che compaiono nel testo (Partito socialista italiano, poi Psi); qualora si tratti di sigle in lingua diversa dall’italiano, valgono le stesse regole e le sigle vanno sciol- te, in traduzione italiana, solo la prima volta (Sezione francese dell’internazionale operaia e non Section fra- nçaise de l’Internationale ouvrière, poi Sfio).

Le unità di misura vanno sempre sciolte (metri e centimetri, anziché m. e cm.).

Lingue straniere. Le citazioni provenienti da testi in lingua straniera ma di cui esista la traduzione italiana sono preferibilmente riprese da quest’ultima. Qualora esista solamente il testo originale, le citazioni vanno lasciate in lingua originale, ma è sempre consigliato tradurle in una nota a piè di pagina.

La forma plurale delle parole straniere di uso comune in italiano rimane invariata (le élite), mentre negli altri casi si rispetta il plurale della lingua d’origine.

Virgolette e citazioni. Le virgolette a doppio apice “…” sono utilizzate per indicare i titoli di giornali, riviste e periodici in generale. L’uso delle virgolette a doppio apice per sottolineare una particolare accezione di una parola va limitato. Le virgolette a sergente «…» sono utilizzate per introdurre citazioni. Se le citazioni sono più corte di cinque righe vengono introdotte dalle virgolette a sergente, mentre dalle cinque righe in poi la ci- tazione viene resa in corpo minore (Times New Roman 11) e non è più introdotta dalle virgolette a sergente.

Note e riferimenti bibliografici. Le note esplicative e bibliografiche devono possibilmente essere di numero limitato e di dimensioni contenute. Vengono poste a piè di pagina e devono rispettare i parametri che seguo- no. Gli esponenti di nota sono posti in apice e prima dei segni di interpunzione, ma dopo le virgolette di chiusura, come:

«La ferita del 3 giugno troncò di colpo tutto questo fervore patriottico»1.

Si deve rispettare il seguente ordine: iniziale del nome dell’autore, cognome dell’autore [in caso di un curato- re deve seguire l’espressione (a cura di)], titolo dell’opera, luogo di edizione (in lingua originale: Paris, non Parigi), nome dell’editore (ridotto all’essenziale, escludendo parole come “editore” “editrice” ecc.), anno di edizione.

Quando si susseguono opere dello stesso autore o curatore, l’iniziale del nome e il cognome sono sostituiti ri- spettivamente dalle abbreviazioni “Id.” (maschile), “Ead.” (femminile), “Iid” (plurale).

Si deve rinviare alla prima edizione di un’opera, soprattutto quando un’edizione successiva non ha rilievo particolare, ovvero è solo una ristampa. Ad esempio:

R. Romeo, Vita di Cavour, Roma-Bari, Laterza, 2004 (ed. or. 1984).

Esempi.

Per un volume monografico:

F. Della Peruta, Mazzini e i rivoluzionari italiani. Il “partito d’azione” 1830-1845, Milano, Feltrinelli, 1974.

Per un volume collettaneo con curatore:

M. Gottardi (a cura di), Fuori d’Italia: Manin e l’esilio, atti del convegno nel 150° anniversario della morte di Daniele Manin 1857-2007, Venezia, Ateneo Veneto, 2009.

Per un volume con più curatori:

A. M. Banti, A. Chiavistelli, L. Mannori, M. Meriggi (a cura di), Atlante culturale del Risorgimento. Les- sico del linguaggio politico dal Settecento all’Unità, Roma-Bari, Laterza, 2011.

Per un volume con autore e curatore:

L. Salvatorelli, Leggenda e realtà di Napoleone, a cura di L. Mascilli Migliorini, Torino, UTET, 2007.

Per un contributo in volume miscellaneo con curatore:

A. Raviola, Le rivolte del luglio 1797 nel Piemonte meridionale, in A. M. Rao (a cura di), Folle con- trorivoluzionarie. Le insorgenze popolari nell’Italia giacobina e napoleonica, Roma, Carocci, 1999, pp. 123-169.

Per un contributo in rivista scientifica:

A. Galante Garrone, L’emigrazione politica italiana del Risorgimento, in “Rassegna storica del Risorgi- mento” 41 (1954), pp. 223-242.

Per un contributo in un numero monografico di rivista scientifica:

E. Francia, Oggetti sediziosi. Censura e cultura materiale nell’Italia della Restaurazione, in A. Petrizzo (a cura di), Visualità e socializzazione politica nel lungo Ottocento italiano, “Mélanges de l’École fra- nçaise de Rome. Italie et Méditerranée modernes et contemporaines”, 130-1 (2018), pp. 31-41.

Per un numero monografico di rivista scientifica:

M. Mondini (a cura di), Armi e politica. Esercito e società nell’Europa contemporanea, “Memoria e Ricerca” 2 (2008).

Per un articolo di periodico:

S. Tomassini, Porta Pia 1870, i giorni che fecero la Storia, in “la Repubblica”, 4 settembre 2020.

Per una recensione:

B. Croce, recensione al volume di G. Lombroso, I moti popolari contro i francesi alla fine del secolo XVIII (1796-1800), Firenze, Le Monnier, 1932, in “La Critica” 31 (1933), pp. 140-142.

Per una tesi di laurea o di dottorato:

A. Parnisari, Lo stile della Rana. Grafica satirico-politica a Bologna 1865-1873, tesi di laurea, relatore A. Negri, correlatore P. Rusconi, Università degli Studi di Milano, 2007-2008.

Per una voce di enciclopedia:

L. Antonielli, Porro Lambertenghi, Luigi, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 85 (2016).

 

Per le opere già citate in precedenza ripetere il cognome dell’autore e il titolo dell’opera in breve, senza pun- tini di sospensione e seguito dall’abbreviazione “cit.” come da esempio:

Della Peruta, Mazzini e i rivoluzionari italiani, cit., p. 54.

 

Se alla stessa opera si fa riferimento in due note successive si useranno:

ibidem: per una citazione identica a quella della nota precedente;

ivi: per una citazione identica a quella della nota precedente, ma con numeri di pagina diversi.

 

Della Peruta, Mazzini e i rivoluzionari italiani, cit., p. 89.

Ibidem. Ivi, p. 73.

 

Le citazioni di fonti archivistiche devono riportare la denominazione dell’archivio e del fondo archivistico. La prima volta il riferimento viene scritto per esteso, successivamente solo con una sigla, seguita dalla de- nominazione della serie documentaria, riportata in corsivo, e dall’indicazione della collocazione, riportando la numerazione della busta e del fascicolo contenente il documento utilizzato, con la precisazione dei termini busta, fascicolo, ecc. come da tabella seguente:

 

Archivio di Stato di Milano (d’ora in poi ASMi), Ministero della guerra, f. 1754.

Archivio del Museo centrale del Risorgimento di Roma (d’ora in poi AMCRR), Fondo Nelson Gay, b. 500.

 

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