Sorvegliare e punire le coscienze (?) Riflessioni sulla possibile introduzione del reato di manipolazione mentale nel tessuto normativo italiano
DOI:
https://doi.org/10.54103/1971-8543/31377Parole chiave:
Nuovi movimenti religiosi, sette, plagio, manipolazione mentale, populismo penaleAbstract
Il contributo sottopone a scrutinio i recenti disegni di legge nn. 1496 e 1515 del 2025, che mirano a introdurre nell’ordinamento italiano un reato contiguo all’ormai abrogato delitto di plagio. L’analisi disarticola le aporie sistematiche che connotano il tentativo di tipizzare penalmente la cosiddetta ‘manipolazione mentale’, espressione concettualmente evanescente e problematica sotto il profilo giuridico. La disamina evidenzia le criticità insite nella connessione tra la struttura ‘settaria’ di alcuni gruppi sociali e la rilevanza penale del condizionamento cognitivo, scandagliando le stratificazioni dottrinali relative al brainwashing. Il presente scritto mette in luce la tensione tra la tutela dell’autonomia individuale e la salvaguardia del pluralismo confessionale, nella misura in cui l’addizione normativa prospettata rischia di determinare torsioni non trascurabili del sistema delle garanzie costituzionali.
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