Intelligenza artificiale e processo di nullità matrimoniale: un binomio pericoloso?
DOI:
https://doi.org/10.54103/1971-8543/31804Parole chiave:
Intelligenza artificiale, Nullità matrimoniale, Canonicus AI, NotebookLM, Esperimenti canoniciAbstract
Il contributo affronta la questione dell'impiego dell'intelligenza artificiale nei processi di nullità matrimoniale canonica, analizzando la dialettica dottrinale tra l'approccio restrittivo, che limita l'IA a funzioni meramente ancillari, e quello estensivo, volto a valorizzare l'utilizzo delle capacità generative di supporto cognitivo al giudice. Si registra la convergenza sul principio per cui l'IA può operare esclusivamente come Auxilii Instrumentum, senza sostituire la certezza morale e il libero apprezzamento del giudice umano. Il lavoro procede con una fase sperimentale condotta su un caso reale anonimizzato di esclusione dell'indissolubilità, sottoposto a due sistemi di IA: Canonicus AI, GPT specializzato in diritto matrimoniale canonico, e NotebookLM, sistema RAG generalista. A entrambi sono stati assegnati cinque compiti: analisi di coerenza probatoria, individuazione di lacune istruttorie, valutazione degli atti difensivi, formulazione del votum e argomentazione contraria. I risultati dimostrano output pertinenti, privi di allucinazioni, non controepistemici e conformi alla giurisprudenza rotale. L'autore conclude che il binomio IA-processo canonico non è pericoloso e argomenta che i tribunali ecclesiastici possano costituire un laboratorio privilegiato per governare i rischi dell'IA entro una cornice autenticamente antropologica e cristiana.
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