“Se prestarsi, o no”: Conscientious Objection and Regulatory Gaps in Medically Assisted Suicide

Autori/Autrici

DOI:

https://doi.org/10.54103/1971-8543/32311

Parole chiave:

suicidio medicalmente assistito, obiezione di coscienza, libertà di coscienza, obblighi positivi, inerzia legislativa

Abstract

La sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale ha reso evidenti due lacune strutturali dell’attuale quadro normativo in materia di suicidio medicalmente assistito: l'assenza di qualsiasi meccanismo strutturato di obiezione di coscienza - sostituito da una libertà assoluta e non responsabilizzata della discrezionalità individuale del medico - e il mancato raccordo con la l. n. 219/2017 sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento. Cinque anni di frammentazione legislativa regionale hanno confermato empiricamente che né l'attivismo amministrativo né quello legislativo a livello sub-nazionale possono rimediare alle due lacune: la prima ricade nella competenza
esclusiva statale; la seconda, anche laddove parzialmente affrontata, non può generare il quadro procedimentale nazionalmente uniforme, prevedibile e accessibile che la dottrina delle obbligazioni positive della CEDU richiede. Lette
attraverso la giurisprudenza a doppio binario della Corte EDU sugli artt. 8 e 9 CEDU - obblighi lato paziente che corrono da Pretty attraverso Haas e Mortier; obblighi lato medico originati da Bayatyan - entrambe le lacune generano
obblighi internazionali distinti che l'Italia ha finora rifiutato di adempiere. Il contributo teorico centrale dell'articolo è la riconcettualizzazione dell'obiezione di coscienza da dominio di sovranità morale individuale assoluta - in cui la lex poli
del medico azzera silenziosamente la lex fori del paziente - a pratica corologica: uno spazio terzo strutturato istituzionalmente in cui sistemi di valori incommensurabili si incontrano senza che l'uno colonizzi l'altro. Due strumenti
legislativi complementari - una legge che integri la l. n. 219 del 2017 con un meccanismo strutturato di obiezione di coscienza e un protocollo procedurale nazionale integrato da comitati etici regionali - sono proposti come risposta minima adeguata agli obblighi costituzionali e internazionali dell'Italia.

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Biografia autore/autrice

Basira Hussen, University of Modena and Reggio Emilia

dottoranda di ricerca in Reggio Childhood Studies, Dipartimento di Educazione e Scienze Umane

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Pubblicato

2026-07-10

Come citare

Hussen, B. (2026). “Se prestarsi, o no”: Conscientious Objection and Regulatory Gaps in Medically Assisted Suicide. Stato, Chiese E Pluralismo Confessionale. https://doi.org/10.54103/1971-8543/32311

Fascicolo

Sezione

Articoli