Figure del fragore: bellifonia e canto della spada nel romanzo arturiano d’"oïl"
Vittorio Bustaffa, Armati, 2025, 27x17 cm, tecnica mista su carta (acrilico e matita nera acquerellabile)
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Parole chiave

Romanzo arturiano d’oïl
paesaggio sonoro
belliphonic
sonic warfare
spada
Cligès

Come citare

Muzzolon, E. (2025). Figure del fragore: bellifonia e canto della spada nel romanzo arturiano d’"oïl". AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista Di Epica, 6(2), 57–117. https://doi.org/10.54103/2724-3346/30611

Abstract

Nel romanzo arturiano d’oïl il combattimento si annuncia anzitutto come fatto d’udito: prima che la sequenza dei gesti si disponga in traiettorie riconoscibili, la guerra entra nel racconto come pressione sonora che investe lo spazio e dispone una comunità d’ascolto. Muovendo dalla morfologia del soundscape (R. M. Schafer) e dalla nozione di belliphonic (J. M. Daughtry), l’articolo legge il fragore cavalleresco non come mera intensità acustica, ma come regime sensibile capace di territorializzare l’ambiente e di produrre prestigio. In dialogo con le riflessioni di Steve Goodman sul sonic warfare, la noise medievale appare come forza di contatto che opera a livello pre-semantico, incidendo sulle disposizioni percettive e sulle posture collettive, e conferendo a luoghi e architetture una funzione attiva di propagazione e di amplificazione dell’evento. Entro questa ecologia, la spada emerge come dispositivo di condensazione: timbro, scintilla, ritmo, firma breve in cui il valore si fa attestabile perché la materia “parla” in forma di vibrazione. Dal lai metallico del Cligès alle risonanze boschive del Perlesvaus, fino alle onde d’urto urbane del Lancelot en prose, il “canto” della lama si rivela come punto di sutura fra gesto eroico, memoria arcaica e politica del sensibile.

https://doi.org/10.54103/2724-3346/30611
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