Music as the finest disgust? A Kantian take on cacophony in the Critique of Judgement
DOI:
https://doi.org/10.54103/2039-9251/29705Parole chiave:
Immanuel Kant, Critica del Giudizio, Filosofia della musica, estetica tedesca del XVIII secoloAbstract
La musica come il disgusto più raffinato? Una visione kantiana della cacofonia nella Critica del giudizio
Il sistema kantiano delle belle arti colloca notoriamente la musica all'ultimo gradino della scala; per essere precisi, sembra quasi che non meriti nemmeno un posto nella classificazione, in quanto secondo Kant la musica dovrebbe essere considerata più un'arte piacevole che un'arte raffinata. Lo scopo del nostro articolo è quello di indagare se lo status peculiare che Kant attribuisce alla musica possa fornire un accesso unico ad alcune questioni di estetica negativa che si possono trovare nella Critica del giudizio: in particolare, questioni riguardanti il problema della forma della musica come arte in relazione alla sua capacità di provocare sentimenti sgradevoli e malsani. Solo quelle forme musicali che preservano la purezza formale del Ton dello strumento sembrano prefigurare la possibilità di una musica che pretenda di essere considerata più che semplicemente piacevole.
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