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N. 1.
Muse

Muse è uno spazio digitale aperto e condiviso, dove le arti si incontrano senza barriere disciplinari. Il nome si ispira alle Muse dell’antica Grecia, custodi di un sapere eterno che unisce gesto, parola e visione. La rivista raccoglie e intreccia prospettive diverse, invitando a esplorare la totalità delle arti, come un coro che armonizza la pluralità delle forme espressive.

Nel primo numero di Muse: dalla musica, letteratura e danza medievale così come sono testimoniate nel manoscritto cosiddetto ‘Dante estense’ (Di Pierro), alla restituzione di un frammento glorioso ma dimenticato di storia del teatro – musicale e non solo – italiano (Martinelli), alla riflessione sul linguaggio museale (Izzolino), alla proposta di un concetto, l’attantività, che abbraccia praticamente ogni arte performativa (Maglio), alla riflessione sul tempo nel teatro musicale di Gian Carlo Menotti (Forasacco), alle più recenti concezioni del design (Bucci), alla ricerca storiografica e musicologica più propriamente detta, che getta luce su porzioni di vita rimaste in ombra di personaggi di prima grandezza (Patalini). Non dimentichiamo poi gli interventi, da quello di Antonio Caroccia sull’importanza e il valore del sistema AFAM, a quello di Silvio Pascucci su delicate questioni relative al diritto d’autore, a due contributi che dalla storia sconfinano felicemente nella letteratura: quello di Alberto Rizzuti che immagina, reinventa e restituisce i pensieri, la vita e la musica di Anna Magdalena Bach sullo sfondo della vita e delle musiche del suo celeberrimo consorte, e quello di Marcello Nardis che, ripercorrendone il passato, trasporta nella contemporaneità la satira sulle lezioni di canto. Concludono il numero le quattro recensioni firmate da Marica Bottaro, Lilia Flavia Fidenti e Davide De Lillis.

Cover — Le cinque anime dell'AFAM confluiscono armonicamente in un punto, da cui ripartono e convergono ancora. La sorgente luminosa è emblema di collaborazione e progettualità condivisa: la rivista si configura come un dispositivo collettivo che illumina la pluralità di visioni e saperi intrecciati. A cura di Massimiliano Datti, Chiara Raho, Francesco Ulleri.


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