Mathematics to Cope with the World
A Pragmatist Reading of Quine and Rorty
DOI:
https://doi.org/10.54103/2239-5474/28106Parole chiave:
Filosofia della matematica, impegno ontologico, pragmatismo, anti-rappresentazionalismo, Quine, RortyAbstract
La matematica per affrontare il mondo: una lettura pragmatista di Quine e Rorty
L’articolo esamina le prospettive divergenti e, al contempo, convergenti di W.V.O. Quine e Richard Rorty sull’ontologia della matematica. Mentre Quine fonda gli enti matematici sull’indispensabilità degli oggetti astratti per le teorie scientifiche, Rorty respinge ogni impegno rappresentazionalista, concependo la matematica come una pratica linguistica contingente. Lo studio ricostruisce il criterio di Quine per l’impegno ontologico, la sua epistemologia olistica e la sua trattazione della matematica come componente indispensabile all’interno della rete delle credenze, mettendoli a confronto con l’impostazione anti-fondazionalista di Rorty, che interpreta la matematica come uno strumento pragmatico privo di portata ontologica. L’analisi mette in rilievo le rispettive concezioni del ruolo funzionale della matematica, evidenziando, al di là del disaccordo superficiale, una convergenza su un orientamento pragmatico che riconosce nella matematica una pratica finalizzata ad affrontare e strutturare l’esperienza piuttosto che un riflesso di una realtà già esistente. L’apparente opposizione tra realismo e antirealismo nasconderebbe quindi una convergenza più profonda: entrambi concepiscono la matematica come un dispositivo costruito e adattabile per generare possibilità concettuali e rendere possibile l’azione.
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