La musica nel secolo delle masse (Musica e società). Risposta a Carlo Sini (21/10/13)

Autori

  • Massimo Carboni Università della Tuscia di Viterbo, Accademia di Belle Arti di Firenze

DOI:

https://doi.org/10.13130/2239-5474/3274

Parole chiave:

totalitarismo mediatico-spettacolare, marketing artistico-culturale, anacronismo, differenza-singolarità, contaminazioni, Jimi Hendrix, Anton Webern, musica classica/musica pop, pratiche di ascolto, Beatles

Abstract

Una riflessione sulla musica nell’era delle masse può prendere vita soltanto nel contesto di quel totalitarismo mediatico-spettacolare che sembra essere il destino dei nostri tempi. Al di là dell’ideologia delle “contaminazioni” che conduce ad un consumistico appiattimento dei valori, occorre invece − senza pregiudizi accademici ma anche senza fuorvianti omologazioni − affinare la differenza tra le diverse pratiche di ascolto. Né puritanesimi né false trasgressioni: musica classica e musica pop vanno recepite iuxta propria principia, ognuna secondo il suo specifico linguaggio.

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Pubblicato

2013-11-02

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