La filosofia e l'arte di vivere

Authors

  • Massimo Carboni Università della Tuscia di Viterbo

DOI:

https://doi.org/10.13130/2239-5474/6486

Keywords:

filosofi performer, pensiero cinico, teatro, Grotowski

Abstract

L’articolo è l’estratto di un più ampio lavoro ancora in corso. Come Michel Foucault e Pierre Hadot, ognuno dalla propria postazione storico-teorica, ci hanno ricordato, la filosofia antica, ed in particolare quella ellenistica con i cinici e gli stoici, non era solo un discorso ma una concreta pratica di vita, un comportamento esistenziale (che talvolta poteva assumere afferenze “teatrali”) proposto come modello per tutti coloro che intendevano raggiungere l’arete. Il testimone di questa “arte della vita” −è la tesi di fondo di questo contributo− non è stato però storicamente raccolto dalla filosofia moderna −impersonale, tecnicistica, professionalizzata− ma dall’ètimo stesso delle correnti più significative delle arti moderno-contemporanee, impegnate non a produrre l’“opera d’arte” nel senso classico-tradizonale del termine, ma a proporre pratiche e modelli di vita creativi. L’esempio che qui abbiamo trascelto riguarda la pedagogia teatrale del famoso regista polacco Jerzy Grotowski.

Downloads

Download data is not yet available.

Published

2015-11-15

How to Cite

Carboni, M. (2015). La filosofia e l’arte di vivere. Nóema, (6-2). https://doi.org/10.13130/2239-5474/6486

Issue

Section

Researches - Genealogy and thought of practices