Pensiero isolante, nichilismo e destino
Prospettive storico-teoriche sull’essenza della matematica nel pensiero di Emanuele Severino
DOI:
https://doi.org/10.54103/2239-5474/28939Parole chiave:
Analisi, Leopardi, Matematica, Nichilismo, SeverinoAbstract
Con quest’articolo si intende definire la questione del rapporto tra matematica e filosofia all’interno del pensiero del filosofo italiano Emanuele Severino. Il lavoro si articola in tre parti. La prima intende mostrare il delinearsi storico-concettuale della scienza e della matematica contemporanea, alla luce dell’evento che Severino definisce «tramonto dell’epistéme». La seconda mostra un caso particolare, quello di Giacomo Leopardi, nella cui produzione poetica e filosofica si intrecciano il tema della matematica, dell’analisi, del nulla e dell’impossibilità di ogni potenza. La terza e ultima parte intende mettere in relazione alcune nozioni matematiche e il «linguaggio che testimonia il destino della verità». L’intero contributo ha una duplice finalità: da un lato, mostrare che il rapporto tra filosofia è matematica può essere spiegato alla luce della nozione di isolamento dalla verità, sia da una prospettiva storico-concettuale (prima e seconda parte dell’articolo), sia da una prospettiva teorica (terza parte); dall’altro, si tenta di sottolineare le ragioni di rilevanza e attualità della proposta filosofica severiniana all’interno del contesto teorico contemporaneo.
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