Algor-etica e moral-algo in difesa dell’umano nell’era delle IA
DOI:
https://doi.org/10.54103/1971-8543/31613Parole chiave:
Intelligenza artificiale, Algor-etica, Moral-algo, Antropomorfismo, DeumanizzazioneAbstract
Il presente contributo muove dalla consapevolezza, espressa dal Magistero della Chiesa cattolica e condivisa dall'Umanesimo digitale, che l'umanità si trova a un bivio epocale dinanzi allo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Dopo aver ricostruito il quadro del dibattito contemporaneo - dal Transumanesimo al Postumanesimo, fino all'Umanesimo digitale cristiano - e aver sintetizzato i contenuti della Nota Antiqua et nova, si analizza il ruolo dell'algor-etica, intesa come guardrail lato macchina-agente volto a integrare principi etici nella progettazione degli algoritmi. Si dimostra tuttavia che tale presidio, per quanto necessario, non è sufficiente: l'antropomorfismo dei sistemi conversazionali basati su LLM - documentato dalla letteratura tecnico-scientifica come fonte di rischi quali dipendenza emotiva, manipolazione, erosione dell'empatia e deumanizzazione - richiede un intervento complementare sul versante dell'uomo-utente. Viene quindi proposta la moral-algo, un quadro di orientamenti etico-pastorali per l'interazione umana con l'IA, che include un protocollo sperimentale denominato Regole della Pragmatica del Prompt, fondato sulla deantropomorfizzazione linguistica sia degli output del sistema sia degli input dell'utente. Il connubio dei due guardrail mira a preservare la dignità e l'integrità dell'essere umano nell'era delle IA.
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