Call for paper DV 21 (2026): Storia e Medioevo. Una questione aperta
Call for paper DV 21 (2026): Storia e Medioevo. Una questione aperta
“Il problema della legittimità della storia è, di per sé, eterno. Ma ricompare con regolarità, e in maniera particolarmente pressante, durante le epoche di turbamento, che spingono l’umanità a interrogarsi su se stessa e a studiare gli strumenti che può avere a sua disposizione per guardare attraverso le nebbie del proprio avvenire”
(Marc Bloch)
Il prossimo numero di Doctor Virtualis si propone di indagare il rapporto fra storia e medioevo da due versanti non certo contrapposti: la concezione della storia nel medioevo e la concezione della storia sul medioevo.
Risulta evidente che le due prospettive rimandano a due questioni di fondo alle quali il prossimo fascicolo non intende sottrarsi:
- quando nasce la coscienza storica degli uomini? secondo quali percorsi si sviluppa? quale rapporto dialettico si instaura fra la storia e la memoria da un lato e la storia e l’oblio dall’altro?
- il medioevo è un’epoca storica o una semplice convenzione? in entrambi casi come è variata nel corso del tempo questa nozione?
Proponiamo di articolare il prossimo fascicolo in due parti che facciano riferimento al significato soggettivo e oggettivo dell’espressione storia del medioevo:
- da un lato intendiamo indagare se esista fra gli autori dell’epoca medievale una coscienza storica che, attribuendo profondità al passato, lo inserisca all’interno di un processo che abbia riflessi significativi sul presente e sulla costruzione del futuro; riteniamo che questo debba essere fatto avendo cura di distinguere attentamente i diversi contesti culturali in cui questa riflessione si colloca (ebraico, cristiano, islamico). Non si può prescindere in questo caso dalla riflessione sulla sul carattere circolare o lineare della storia e sulla “fine dei tempi” a cui spesso la prospettiva teleologica è legata.
- in secondo luogo, spostandoci verso la contemporaneità, ed è qui la dimensione oggettiva dell’espressione richiamata in precedenza, intendiamo riproporre, alla luce delle nuove acquisizioni e delle ricerche degli ultimi decenni, una domanda che nel suo aspetto provocatorio vuole racchiudere uno stimolo alla riflessione: esiste ancora il medioevo, inteso ovviamente come oggetto storiografico? Vorremmo porre al centro di questa seconda parte del fascicolo la riflessione sul modo in cui nuovi paradigmi, nuove piste di ricerca, che hanno indagato a volte territori fino a quel momento inesplorati, e, perché no, nuove categorizzazioni, hanno modificato il concetto stesso di medioevo
Invitiamo pertanto a proporre contributi che riflettano sulle questioni sollevate in precedenza, cercando di collocarsi entro (anche se non esclusivamente) le linee tematiche seguenti:
- il medioevo (il genitivo è qui inteso in senso soggettivo) ha lavorato sulla storia al di là della compilazione delle cronache del passato?
- questo lavoro si manifesta come riflessione teorica sul passato nel quale ricercare modelli orientativi dell’azione presente?
- vi è nel medioevo una riflessione più filosofica sul senso del passato e sul carattere storico dell’uomo?
- è possibile svincolare questa riflessione da una prospettiva escatologica? questa prospettiva comprime o favorisce nell’uomo medievale la percezione della propria storicità?
- il carattere storico della prospettiva biblica e quello atemporale del linguaggio della filosofia greca concorrono o contrastano nella percezione che gli uomini del medioevo avevano della propria dimensione antropologica temporalmente determinata?
- nella riflessione medievale sul passato i diversi medioevi (temporali, ma anche di milieu culturali) sono caratterizzati da diverse strutture di riferimento?
- esiste nel medioevo qualcosa di simile a una storia del pensiero
- il medioevo (il genitivo è qui inteso in senso oggettivo) esiste ancora?
- chi fa storia dell’epoca medievale o della filosofia medievale come costruisce il proprio oggetto?
- come si è modificata negli ultimi decenni la relazione di continuità discontinuità con ciò che precede e con ciò che segue?
- esiste una identità del medioevo costituita intorno a un medesimo “valore” che lo distingue dalle altre epoche storiche?
- come si è evoluto l’oggetto medioevo (in senso storico e filosofico) nel corso del XX secolo e degli inizi del XXI?
- in che rapporto dialettico si colloca questa evoluzione con la contemporaneità?
- quale coscienza hanno gli studiosi del medioevo del proprio lavoro e del proprio rapporto con le fonti? con quali riferimenti epistemologici si cerca / si è cercato di giungere a una verità del passato?
Deadlines
- Invio della proposta di articolo in forma di abstract (6000/8000 battute) entro 30/9/2025.
- In seguito all’accettazione della proposta, gli articoli (35/45 mila battute) saranno da consegnare entro il 15/1/2026 (si raccomanda di seguire le norme editoriali della rivista disponibili sul sito).
- Gli articoli verranno sottoposti a revisione e l’accettazione definitiva avverrà nella primavera 2026
- Pubblicazione prevista: autunno 2026.
Le proposte vanno inviate ai seguenti indirizzi:
francesca.marta.forte@gmail.com
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Call for paper DV 21 (2026): History and the Middle Ages. An open question
The next issue of Doctor Virtualis aims to explore the relationship between history and the Middle Ages from two interconnected—rather than opposing—angles: the conception of history in the Middle Ages and the conception of history of the Middle Ages.
It is evident that these two perspectives point to two fundamental questions that the upcoming issue does not intend to avoid:
- When does historical consciousness emerge in humankind? Along what paths does it develop? What dialectical relationship is established between history and memory on the one hand, and history and oblivion on the other?
- Is the Middle Ages a historical era or a mere convention? In either case, how has this notion evolved over time?
We propose dividing the upcoming issue into two parts, corresponding to the subjective and objective meanings of the expression "history of the Middle Ages":
- On one hand, we aim to investigate whether among medieval authors there existed a historical consciousness that, by attributing depth to the past, inserted it into a process with meaningful consequences for the present and the construction of the future. We believe this must be done with careful attention to the distinct cultural contexts in which such reflections occur (Jewish, Christian, Islamic). In this regard, we cannot overlook the consideration of history as circular or linear, and the notion of the "end of times" often tied to a teleological perspective.
- On the other hand, moving toward the present day—here lies the objective dimension of the previously mentioned expression—we intend to revisit, in light of the latest research and scholarly advancements, a question that, in its provocative tone, seeks to stimulate reflection: Does the Middle Ages still exist, understood as a historiographical object? The second part of the issue will focus on how new paradigms, new lines of inquiry—some of which have explored previously uncharted areas—and, why not, new categorizations, have altered the very concept of the Middle Ages.
We therefore invite contributions that engage with the questions raised above, ideally (though not exclusively) within the following thematic guidelines:
- The Middle Ages (subjective genitive): did it engage with history beyond compiling chronicles of the past?
- Does this work manifest as a theoretical reflection on the past to seek orientational models for present action?
- Is there, in the Middle Ages, a more philosophical reflection on the meaning of the past and the historical nature of humanity?
- Can this reflection be disentangled from an eschatological perspective? Does that perspective constrain or enrich the medieval individual’s perception of their own historicity?
- Do the historical character of the biblical worldview and the timeless language of Greek philosophy collaborate or conflict in shaping medieval individuals’ perception of their temporally determined anthropological condition?
- In medieval reflection on the past, do the various "Middle Ages" (chronological or cultural milieus) exhibit different reference frameworks?
- Does something resembling a history of thought exist in the Middle Ages?
- The Middle Ages (objective genitive): Does it still exist?
- How do historians of the medieval period or medieval philosophy construct their object of study?
- How has the relationship of continuity/discontinuity with preceding and subsequent periods evolved in recent decades?
- Is there a shared identity of the Middle Ages shaped around a distinctive "value" that sets it apart from other historical eras?
- How has the object "Middle Ages" (in both historical and philosophical senses) evolved over the 20th century and the early 21st?
- What is the dialectical relationship between that evolution and our contemporary moment?
- What awareness do medieval scholars have of their own work and their relationship with sources? What epistemological frameworks have they used—or are using—to seek a truth of the past?
Deadlines
- Submission of the article proposal in the form of an abstract (6000/8000 characters) by 30/9/2025.
- Following acceptance of the proposal, articles (35/45 thousand characters) will be due by 15/1/2026 (please follow the journal's editorial rules available on the website).
- Articles will be reviewed and final acceptance will take place in spring 2026
Expected publication: autumn 2026
Proposals should be sent to the following addresses:
francesca.marta.forte@gmail.com


