The Monkeys and the Magical Cave (Rāmāyaṇa IV 49-52)
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Parole chiave

Adbhutarasa
Rāmāyaṇa
Mahābhārata
Saundarananda
Mānasollāsa
Sukhāvatīvyūhasūtra
Maya
paradiso
giardini

Come citare

Pieruccini, C. (2021). The Monkeys and the Magical Cave (Rāmāyaṇa IV 49-52): Paradises, birds, and trees of gold and jewels. AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista Di Epica, 2(1), 9–29. https://doi.org/10.13130/2724-3346/16040

Abstract

Secondo la teoria estetica classica indiana, adbhuta, il ‘meraviglioso’, è uno dei nove canonici rasa, ‘stati d'animo’, che possono essere suscitati nel pubblico da un lavoro teatrale o letterario, e l’epica sanscrita ne è colma. Un episodio del Rāmāyaṇa (Rāmāyaṇa [Critical Edition], IV 49-52) narra di come un manipolo di scimmie, capeggiate da Hanumān, durante la loro ricerca di Sītā si trovino a entrare e a restare per un periodo quasi imprigionate in una grotta creata da Maya, il grande architetto degli Asura. La descrizione di questa grotta è intrisa dell’immaginario che connota, nell’epica sanscrita e nella letteratura buddhista dei primi secoli e.c., i paradisi e i luoghi remoti e favolosi. Gli elementi ricorrenti di questi luoghi includono una vegetazione fatta di oro e gemme e la presenza di uccelli, e la luminosità è un attributo costante.

https://doi.org/10.13130/2724-3346/16040
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