Experiencing Life as Cinematic Fiction
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Parole chiave

monomito
viaggio dell'eroe
gaiden
meraviglioso
fiction
épos digitale
paesaggio mediale
identità
transmedia storytelling

Come citare

Fantacci, G. (2021). Experiencing Life as Cinematic Fiction: The Marvelous within the Daily Media Landscape. AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista Di Epica, 2(1), 121–153. https://doi.org/10.13130/2724-3346/16048

Abstract

Ogni giorno abitiamo numerosi universi digitali che si sovrappongono dramma-ticamente alla realtà fisica. La nostra identità è costituita da una moltitudine di personaggi creati appositamente per interpretare una personalità frammentata. Tuttavia, fino a che punto ne siamo consapevoli? Applicando il concetto di “meraviglioso” di Torquato Tasso in quanto elemento rivelatore, ovvero, «un processo che dà accesso a una dimensione nascosta oltre la realtà» (Ardissino 2019), il saggio si propone di analizzare Monomyth: gaiden (2018-2020), una serie animata in quattro atti realizzata dall’artista ungherese Petra Széman. Rielaborando il tema del viaggio dell’eroe e una narrazione non lineare tipica di anime e manga, gaiden in giapponese, Széman intercetta le discrepanze che nascono all’intersezione tra schermo e individuo «in una realtà elusiva e multilivello» (Széman 2018). L’artista crea un épos digitale per osservare ciò che accade «tra il sistema percettivo umano e il suo ambiente mediale» (Levitt 2018) in una rete interconnessa composta da regni virtuali e identità non localizzate.

https://doi.org/10.13130/2724-3346/16048
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