In dialogo con il “Furioso”. Il proemio delle “Trasformationi” di Lodovico Dolce tra imitazione e variazione
Figurina Liebig n. 5, Rodomonte vinto da Bradamante (canto XXXV)
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Parole chiave

Ariosto
Dolce
Giolito
Furioso
Metamorfosi
Ovidio
proemio
Trasformationi

Come citare

Ottria, I. (2023). In dialogo con il “Furioso”. Il proemio delle “Trasformationi” di Lodovico Dolce tra imitazione e variazione. AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista Di Epica, 4(1), 197–222. https://doi.org/10.54103/2724-3346/20498

Abstract

Nel XVI secolo le Metamorfosi di Ovidio sono oggetto di un alto numero di traduzioni e rifacimenti, che si applicano a singoli libri o all’intera opera; pertanto, i grandi poemi cavallereschi di Boiardo e Ariosto vengono assunti come modello al fine di riproporre il poema latino in una prospettiva gradita all’orizzonte di attesa del pubblico italiano rinascimentale. A partire da tale presupposto, il presente contributo intende concentrarsi sul proemio delle Trasformationi di Lodovico Dolce, pubblicate in editio princeps nel 1553 a Venezia presso la tipografia Giolito, per mettere in luce il recupero di aspetti che rimandano esplicitamente alla coeva narrativa cavalleresca, in particolare al Furioso. Dolce imita Ariosto, ma al tempo stesso, come è prevedibile, introduce alcune variazioni. Ci si soffermerà inoltre su certe differenze nelle ottave proemiali che emergono da un confronto tra la princeps del 1553 e un’edizione successiva, pubblicata nel 1568 a Venezia da Francesco Sansovino.

https://doi.org/10.54103/2724-3346/20498
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