Abstract
La Didone virgiliana viene qui riletta in una chiave non convenzionale rispetto allo stereotipo di folle d’amore che ha abitualmente avvolto la sua fama. Se ne ridiscute alla luce di una rappresentazione fin qui poco valorizzata dalla critica: quella di accanita fan dell’epica classica. È questa mania per i miti degli eroi che la induce a supplicare Enea di narrarle la sua vita avventurosa. Il racconto del reduce dalla guerra di Troia è la scintilla che fa scoppiare in lei la già latente passione erotica. Questo archetipo potrebbe essere alla base, come si prova a dimostrare alla fine del saggio, della costruzione dantesca della figura di Francesca, annoverata tra quella schiera di lettrici forti di storie di eroi che trasferiscono nella vita reale quanto appreso dai prodotti della fantasia letteraria.
