Abstract
Il saggio percorre i tre libri dell’Inamoramento de Orlando mostrando come gli appelli del narratore al suo uditorio cambino e, in particolare a partire dalla metà del secondo libro, inizino a includere in modo esplicito una componente di pubblico femminile. Questa novità viene messa in relazione con gli effettivi cambiamenti interni alla corte ferrarese nella seconda metà del Quattrocento (in particolare con l’arrivo di Eleonora d’Aragona nel 1473) e con l’intento boiardesco di proporre l’ambiente estense come modello morale e politico. Grazie a un paragone con i riferimenti al pubblico nel Furioso, poi, viene confermata l’unicità della postura del narratore dell’Inamoramento.
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