Abstract
Da Omero a Tasso la tradizione epica e cavalleresca ricorre ripetutamente al mascheramento dell’identità dei personaggi, con il ricorso ad armature diverse dalle consuete. Dallo stratagemma militare al desiderio di nascondersi, o di attribuirsi meriti altrui, sino alla vera e propria frode finalizzata all’assassinio, tale artificio narrativo fornisce indicazioni utili su modelli e strategie narrative dei singoli autori.
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