LA DIVULGAZIONE DEL LINGUAGGIO ACCADEMICO NEI QUOTIDIANI ITALIANI. UN DIALOGO POSSIBILE TRA I CORPORA DIA E LISDIGIO
DOI:
https://doi.org/10.54103/2037-3597/30532Abstract
Il saggio mette a confronto due corpora isolati nell’ambito di ricerche PRIN: il corpus DIA (PRIN 2022 PNRR) di testi accademici e il corpus LiSDiGio di testi giornalisti. Obiettivo della ricerca è tentare di comprendere se esista sovrapponibilità tra forme, impiegate in ambito accademico e giornalistico, e loro funzioni comunicative, ipotizzando che in molti casi i testi del primo ambito possano rappresentare una fonte per le riformulazioni giornalistiche. L’analisi riguarda in particolare due funzioni comunicative – “favorire la progressione tematica” e “introdurre nuove fonti enunciative” – e su una serie di termini e locuzioni impiegate in entrambi i gruppi di testi. Dal confronto a campione (su a tale proposito, riguardo a, stando a, osservare e cosiddetto) emerge come le forme impiegate nei due gruppi di testi siano sostanzialmente le medesime. Nei testi giornalistici, però, si rintraccia da un lato una preferenza per varianti diafasicamente meno marcate (es. a questo proposito), e dall’altro un impiego degli stessi termini con funzioni comunicative leggermente diverse rispetto a quelle prevalenti nei testi accademici (es. stare a è prevalente nel senso di ‘secondo le parole di’ in LiSDiGio, e nel senso di ‘attenersi’ nel DIA). Queste prime osservazioni mostrano dunque una discreta co-occorrenza di forme e locuzioni nei due corpora, ma una non completa sovrapponibilità delle funzioni comunicative che esse veicolano.
The dissemination of academic language in italian newspapers. A possible dialogue between the DIA and LiSDiGio corpora
The essay compares two corpora collected as part of PRIN research projects: the DIA corpus (PRIN 2022 PNRR), which consists of academic texts, and the LiSDiGio corpus, which includes journalistic texts. The aim of the research is to explore whether there is any overlap between the forms used in academic and journalistic contexts and their communicative functions, based on the hypothesis that, in many cases, texts from the academic domain may serve as sources for journalistic reformulations. The analysis focuses in particular on two communicative functions – “facilitating thematic progression” and “introducing new enunciative sources” – and on a set of terms and expressions used in both groups of texts. The sample-based comparison (of expressions such as a tale proposito, riguardo a, stando a, osservare, and cosiddetto) shows that the forms used in the two groups of texts are largely the same. However, journalistic texts show, on the one hand, a preference for variants that are less marked in terms of diaphasic variation (e.g., a questo proposito), and on the other, a use of the same terms with communicative functions that differ slightly from those prevalent in academic texts (e.g., stare a predominantly means “according to” in LiSDiGio, and “to abide by” in DIA). These initial observations therefore reveal a considerable co-occurrence of forms and expressions across the two corpora, but not a complete overlap in the communicative functions they convey.
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