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Musica medievale e musica contemporanea
N. 10 (2010)Perché enumerare le isole, che il mare ci offre spesso agli sguardi come tanti monili, ove coloro che con costante proposito di mortificazione rinunziano alle attrattive della sregolatezza mondana, preferiscono vivere nascosti al mondo, e schivare gli scabrosi anfratti di questa vita?
Perciò il mare è rifugio alla temperanza, palestra di vita mortificata, solitudine austera, porto sicuro, tranquillità nel secolo, vita frugale nel mondo, e inoltre incentivo al raccoglimento per le persone fedeli e consacrate a Dio, sì che le loro salmodie rivaleggiano con il mormorare delle onde che sciabordano lievemente, e le isole echeggiano con il loro applauso alla danza composta dei flutti santi, risuonando degli inni dei cristiani.
E come potrei descrivere compiutamente la bellezza del mare, che il Creatore vide? Che altro devo aggiungere? Che cos’è il canto del mare se non un’eco dei canti dell’assemblea cristiana?
Perciò è molto giusto che la chiesa sia paragonata al mare: in principio, all’entrare della folla fedele, essa rigurgita da tutti gli ingressi delle sue onde e poi, mentre il popolo prega tutto insieme, scroscia come il riflusso di onde spumeggianti, quando il canto degli uomini, delle donne, delle vergini, dei ragazzi fa eco ai responsori dei salmi come l’armonioso fragore delle onde. Che dire poi dell’acqua che lava i peccati, allo spirare della brezza salutare dello spirito santo?
(Ambrogio, Hexaëmeron 3.5.23)
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Laicità e Medioevo
N. 9 (2009)Pensare la laicità
Il cristianesimo non ci appare più come la rivelazione della verità che illumina le tenebre delle culture “altre”, liberandole dai loro errori o dalle loro parzialità: è una religione e una cultura che si confronta con culture e tradizioni diverse, e dunque è uno dei termini in gioco nel conflitto tra culture e non, almeno non così ovviamente, la sua soluzione. La società europea è, mediamente, laica e secolarizzata, ma sulla base di una eredità cristiana abbastanza esplicita, e ciò diviene evidente quando ci si misura con persone o gruppi radicati in tradizioni diverse, che avvertono la nostra laicità come profondamente marcata da un’origine religiosa specifica.
(G. Vattimo, Credere di credere)
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Tracce di debolezza nel pensiero medievale
N. 8 (2008)Crescete e moltiplicatevi
Con questa benedizione, a mio avviso, ci hai concessa la facoltà e la potestà di esprimere in molti modi un unico concetto che abbiamo acquisito, e di concepire in molti modi un'unica espressione oscura che abbiamo letto. Così si riempiono le acque del mare, mosse soltanto dalla varietà delle interpretazioni; e così la terra si riempie di germi degli uomini, trasparendo la sua aridità alla brama del sapere, e dominandola la ragione.
(Confessioni 13.24.37)
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Tradurre l'intraducibile
N. 7 (2007)Liceità e limiti della traduzione nel medioevo latino e arabo-islamico
La traduzione e l'originale.
La traducibilità inerisce essenzialmente a certe opere. Ciò non significa che la loro traduzione sia essenziale per se stesse, ma che nella loro traducibilità si estrinseca un determinato significato, inerente agli originali. E' evidente che, per quanto buona sia, la traduzione non può mai significare qualcosa per l'originale. E tuttavia essa è in intimo rapporto con l'originale in forza della sua traducibilità, addirittura in rapporto tanto più intimo quanto meno significa per l'originale. Potrebbe essere definito come un rapporto naturale o, meglio, un rapporto di vita. (W.Benjamin)
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Un medioevo per il cinema: Intentio, Fictio
N. 6 (2007)Il cinema come fictio
Non si tratta di risolvere le tensioni e le contraddizioni tra fedeltà e infedeltà, tra storicità e finzione, tra filologia e fantasia, tra documenti e vita, tra spiritualità e materialità,ma di ragionare sul fatto che tali polarità animano inevitabilmente questo livello di realtà, quando si tratta di un oggetto intenzionale come l'immagine cinematografica del medioevo, ma anche quando si prendono in considerazione teorie storiografiche o dottrine filosofiche.
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Bonaventura da Bagnoregio: Filosofia, teologia, relazione
N. 5 (2006)Il problema del rapporto fra teologia e filosofia può essere definito una volta per tutte?
Se ne è discusso infinite volte e dai più differenti punti di vista.
Bonaventura, massimo rappresentante della tradizione agostiniana in un ambiente e in anni di forti simpatie aristoteliche, si presta in modo tutto particolare a questo tipo di indagine.
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Dal Pra e il medioevo
N. 4 (2005)Lo studio della filosofia medievale come laboratorio teorico per Mario Dal Pra.
L'Università degli studi di Milano nel secondo dopoguerra alle origini di una possibile tradizione storiografica.
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La metafora nel Medioevo
N. 3 (2004)Il Medioevo ha avuto nozione della metafora come strumento di conoscenza?
Secondo Umberto Eco ai medievali mancò un modello classificatorio, e quindi semantico, sufficientemente agile.
Non seppero mettere in crisi il modello canonico dell'albero di Porfirio.
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Medioevo storico e medioevo fantastico in Jorge Luis Borges
N. 2 (2003)Un grande costruttore - come molti pensatori medievali - di mondi possibili.
Quando la teologia era passione popolare, dice Borges del suo metaforico medioevo.
Quando si creano metafore e le si considera reali, potremmo dire sia di Borges sia della teologia. -
Il corpo e il testo
N. 1 (2002)La tradizione agostiniana e la cultura del XII secolo.
Il pensiero monastico come possibile tentativo di ricostruire una teoria complessiva della conoscenza.
Le immagini, le visioni, i simboli.


