Archivio - Pagina 2

  • Bonaventura da Bagnoregio: Filosofia, teologia, relazione
    N. 5 (2006)

    Il problema del rapporto fra teologia e filosofia può essere definito una volta per tutte?

    Se ne è discusso infinite volte e dai più differenti punti di vista.

    Bonaventura, massimo rappresentante della tradizione agostiniana in un ambiente e in anni di forti simpatie aristoteliche, si presta in modo tutto particolare a questo tipo di indagine.

  • Dal Pra e il medioevo
    N. 4 (2005)

    Lo studio della filosofia medievale come laboratorio teorico per Mario Dal Pra.

    L'Università degli studi di Milano nel secondo dopoguerra alle origini di una possibile tradizione storiografica.

  • La metafora nel Medioevo
    N. 3 (2004)

    Il Medioevo ha avuto nozione della metafora come strumento di conoscenza?

    Secondo Umberto Eco ai medievali mancò un modello classificatorio, e quindi semantico, sufficientemente agile.

    Non seppero mettere in crisi il modello canonico dell'albero di Porfirio.

  • Medioevo storico e medioevo fantastico in Jorge Luis Borges
    N. 2 (2003)

    Un grande costruttore - come molti pensatori medievali - di mondi possibili.

    Quando la teologia era passione popolare, dice Borges del suo metaforico medioevo.
    Quando si creano metafore e le si considera reali, potremmo dire sia di Borges sia della teologia.

  • Il corpo e il testo
    N. 1 (2002)

    La tradizione agostiniana e la cultura del XII secolo.

    Il pensiero monastico come possibile tentativo di ricostruire una teoria complessiva della conoscenza.

    Le immagini, le visioni, i simboli.

     

  • Meridiana (Monastero di Gurk, Carinzia, Austria)

    TEMPUS - Materiali per la rete
    2020

    Materiale per la rete. Rubriche e interventi più agili e brevi.

     

    La trama del tempo

    Musica del Giappone. Avaramente
    dalla clessidra si staccano gocce
    di lento miele o invisibile oro
    che nel tempo ripetono una trama
    eterna e fragile, misteriosa e chiara.
    Ho paura che ciscuna sia l'ultima.
    Sono un ieri che torna. Da che tempio,
    da che lieve giardino di montagna,
    da che veglie presso un mare che ignoro,
    da che pudore della malinconia,
    da che perduta e riscattata sera,
    giungono a me, loro avvenir remoto?
    Non lo saprò. Né importa. In quella musica
    io sono. Io voglio stare. Io mi dissanguo.

    (J. L Borges, Scatola musicale, in Storia della notte)

  • Narrare il Medioevo
    V. 16 (2021)

    Fascicolo a cura di Amalia Salvestrini

     

    "Quanti sono quei grandi sovrani rimasti sconosciuti perché nessuno ne ha mai parlato? Moltissimi, probabilmente; onde io penso che chi aspira alla gloria dovrà saviamente cercare d'ottenere il favore dei letterati e degli scrittori dato che diversamente, senza cioè la luce che dona l'uomo di lettere, ogni impresa, pur eccellente, è destinata a sparire nelle tenebre e ogni altra forma d'elogio che potresti ottenere sarebbe talmente breve da sembrare che Eco risuoni in un applauso da teatro: è appena iniziato ed è già finito."

    Giovanni di Salisbury, Policraticus, Libro I, Prologo (traduzione U. Dotti)

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