Riflessioni sui cantieri alfieriani aperti o chiusi; con qualche prospettiva di ricerca e di metodo

Autori

  • Patrizia Pellizzari Università degli Studi di Torino

DOI:

https://doi.org/10.13130/2499-6637/12400

Abstract

In margine alle giornate del convegno  internazionale  “Vittorio  Alfieri:  éditer,  commenter,  traduire”,  (Parigi, 16 e il 17 febbraio 2018), il saggio propone alcune riflessioni sui più recenti cantieri bibliografici alfieriani in corso o chiusi, aprendo qualche prospettiva per il futuro. Condizione di base per avventurarsi su questo terreno è la possibilità di disporre di edizioni critiche: l’Edizione  Nazionale,  promossa  dal  Centro  Nazionale  di  Studi  Alfieriani a partire dal 1951 e continuata dalla Fondazione omonima, ha dato un valido  contributo. Gettando  uno sguardo d’insieme sulla gloriosa collana, tuttavia, almeno quattro opere hanno richiesto  e  richiedono edizioni  critiche  nuove: la  “Vita”,  i  trattati  politici  “Della Tirannide”  e  “Del  Principe e  delle  Lettere”  e  le  “Rime”. Uno dei tasti dolenti della critica e dell’editoria alfieriane è poi la carenza quantitativa e qualitativa di edizioni commentate. Migliori risultati giungono invece da altre ricerche, come l’indagine sulla biblioteca, o meglio sulle biblioteche alfieriane, o il progetto internazionale “Digital Alfieri”, nato nel 2015 e tuttora in corso. Le opportunità che possono fornire le tecnologie digitali coniugate a un rigoroso metodo filologico sarebbero assai proficue anche per le indagini sull’epistolario. La filologia delle traduzioni alfieriane, infine, pur apparendo come un aspetto marginale nel ‘mare magnum’ della produzione dell’autore, mostra qualcosa di utile quanto ai problemi che ha posto e al metodo con cui affrontarli.

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Biografia autore

Patrizia Pellizzari, Università degli Studi di Torino

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Pubblicato

2019-11-19

Fascicolo

Sezione

Saggi e accertamenti testuali