Il mestiere di leggere, la necessità di scrivere. Alcune considerazioni sulle recensioni di letteratura italiana.
DOI:
https://doi.org/10.54103/2499-6637/29521Parole chiave:
recensione accademica, letteratura italiana, valutazione della ricerca, Italianistica, riviste scientificheAbstract
Il saggio affronta il declino della pratica della recensione nell’ambito della letteratura italiana, osservando come motivazioni strutturali, accademiche e culturali abbiano progressivamente ridotto lo spazio e la rilevanza di questo genere. L’autrice individua tra le cause principali la marginalizzazione delle recensioni nei criteri valutativi dell’ASN e della VQR, l’eccessiva pressione didattica e la frammentazione del settore dell’Italianistica. In un contesto accademico sempre più competitivo e dispersivo, le recensioni perdono attrattiva rispetto a pubblicazioni considerate più “utili” ai fini della carriera. È tuttavia proposta una riflessione sull'importanza epistemologica della lettura e della discussione critica delle opere altrui, richiamando il ruolo delle riviste nel selezionare temi, recensori e modalità più efficaci per rinnovare il genere.
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Riferimenti bibliografici
Non esistono più le stroncature di una volta, trad. it di Andrea Sparacino, «Internazionale», 19 agosto 2023, https://www.internazionale.it/notizie/2023/08/19/critica-letteratura (versione originale The death of the hatchet job. / Critics are getting less cruel. Alas, «The Economist», 21 luglio 2023, https://www.economist.com/culture/2023/07/21/critics-are-getting-less-cruel-alas).
Carlo Dionisotti, recensione a Vittorio Cian, Un illustre nunzio pontificio del Rinascimento: Baldassar Castiglione, «Giornale storico della letteratura italiana», a. CXXIX, fasc. 1, 1952, pp. 31-57.
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