Il numero corrente della nostra rivista è dedicato ad un tema che si sta imponendo in molti dibattiti attuali, sia all’interno delle istituzioni accademiche, sia a livello culturale in senso ampio. Il tema è quello della formazione. La intendiamo non solo come educazione e insegnamento di materie disciplinari, ma come processo creativo che mira a dar forma a ciò che cresce. E’ evidente a tutti – ed è ormai oggetto di preoccupazione diffusa – la sterile accumulazione di un sapere composto di miriadi di informazioni, recepite senza alcuna gerarchia valutativa e senza l’intervallo di una riflessione, e la necessità, al contrario, di concepire il sapere in un senso più vicino all’etimologia latinadel termine (“gustare”), una necessità che sembra evidenziarsi sempre più anche nella ricerca di molti giovani. Ma oggi, purtroppo, la relazione maestro-allievo è svilita e ridotta ad un processo meccanico emittente-ricevente, mentre quasi più nessuno, né tra i docenti, né tra i discenti, è in grado di manifestare l’orizzonte di senso che dovrebbe sostenere ogni impegno specifico di apprendimento.

Concentreremo dunque qui l’attenzione soprattutto su alcuni temi che ci stanno a cuore. Anzitutto, cercheremo di riflettere sulla dimensione pratico-operativa della filosofia e sulla portata filosofica e culturale della scienza. Intendiamo riflettervi sia in un’ottica di riunificazione dei saperi, sia in quella di una rieducazione ad una visione non specialistica della conoscenza. Il lavoro della conoscenza non smette infatti di produrre, in ogni campo, frutti mirabili. Nel contempo si accentua fatalmente la loro dispersione in campi e discipline diverse e molto distanti tra loro. Le competenze specialistiche si moltiplicano, ma che cosa le accomuni in una visione orizzontale di fini condivisi diviene sempre più difficile stabilirlo, al di là di vaghe affermazioni retoriche o di generiche petizioni di principio. Questo venir meno di un’unità di senso della cultura e dei saperi si riverbera ancora una volta in modo evidente sul problema della formazione. Nella grande varietà dei saperi scientifici, umanistici, tecnici, antropologici, emerge con forza in molti ambiti la domanda su quale sia – o debba essere -  il piano di formazione complessiva, o, per meglio dire, di educazione di base, a largo spettro (intellettuale, culturale, sociale, morale) cui oggi si possa fare riferimento per recuperare il senso anche civico della comunità di riferimento. Crediamo che la filosofia, e in particolar modo la filosofia delle pratiche che ispira il progetto cui Noema rinvia, possa oggi offrire strumenti particolarmente efficaci in questa direzione. In relazione al tema complessivo della formazione nel tempo della grande specializzazione intellettuale e scientifico-tecnica,auspichiamo una discussione che prenda spunto dai primi contributi pubblicati sul corrente numero della rivista, capaci di travalicare l’ambito strettamente disciplinare e teorico, e a orientare verso l’idea della filosofia non come mera speculazione astratta, ma come pratica ed esercizio in actu, impegnata nell’ambito sociale e politico.

A partire da queste considerazioni Noema si propone di costruire un numero monografico che esordisce con alcuni contributi del suo direttore e di alcuni collaboratori, per dare poi spazio agli atti di un convegno che si terrà all’Università degli Studi di Milano il 24 febbraio sul tema che dà il titolo al fascicolo. A partire da questi materiali, e tramite il CFP già lanciato sul numero della rivista, si auspica che possa prodursi una discussione ampia e il più possibile allargata a tutte le componenti coinvolte nei processi di formazione (dagli studenti liceali ai docenti universitari, dai pedagogisti agli psicologi di ogni orientamento).
Pubblicato: 2016-02-08