ESPERIENZE E MATERIALI

QUANDO LE FAMIGLIE PLURILINGUI SI CONFRONTANO CON LA SCUOLA

Silvia Sordella

Abstract


Il coinvolgimento dei genitori nei processi di apprendimento dei figli ha un ruolo importante per il loro successo scolastico. Potrebbe tuttavia rivelarsi problematico, nel caso in cui la lingua del contesto scolastico differisca sostanzialmente dalla lingua usata in casa e i genitori abbiano competenze limitate nella lingua italiana. Soprattutto in questi casi, la valorizzazione del plurilinguismo pone diversi interrogativi rispetto ai campi di azione e alle modalità di intervento didattico. Questo contributo affronta l’ipotesi che il dialogo a casa intorno agli argomenti scolastici possa avvenire anche nella lingua di origine della famiglia, o meglio, che possa avvalersi di tutte le risorse linguistiche presenti nel repertorio comune. Per focalizzare determinate dinamiche relative a questi processi, vengono analizzati alcuni esempi di conversazioni tra un’alunna di origine cinese e sua madre, quasi esclusivamente sinofona, in una situazione sperimentale in cui si cerca di renderla maggiormente protagonista nel dialogo, anche grazie ad un task di tipo ludico e cooperativo. In questi contesti dialogici, si potranno individuare sia elementi di difficoltà sia fenomeni conversazionali in cui si evidenzia una progressiva presa di consapevolezza e di iniziativa da parte della madre. I dati provengono dal Progetto di ricerca “Con Parole Mie” condotto dall’Università di Torino in due scuole della città fortemente caratterizzate da processi migratori, seguendo il ciclo delle lezioni di storia che parte dalla spiegazione in classe, prosegue con lo studio a casa per tornare infine a scuola con l’interrogazione.

 

When plurilingual families are in dialogue with schools 

Parental involvement in children’s learning processes plays an important role in their academic success. This can prove problematic, when the language of the school context differs substantially from the language used at home and the parents have limited competence in the Italian language. In these cases, recognizing the value of plurilingualism poses several questions with respect to the fields of action and the methods for educational intervention. This contribution deals with the hypothesis that a home-based dialogue around school subjects can also take place in the language of origin of the family, making use of all the linguistic resources present in the common repertoire. To focus on certain dynamics related to these processes, we analyze some examples of conversations between a pupil of Chinese origin and her mother, almost exclusively in Chinese, in an experimental situation which makes her protagonist in the dialogue, thanks to a playful, cooperative task. In these dialogic contexts, elements of difficulty and conversational phenomena where there is evidence of the progressive awareness and initiative by the mother are identifiable. The data comes from the research project “Con Parole Mie” conducted by the University of Turin in two schools in a city strongly characterized by migratory processes, following the cycle of history lessons that starts from the explanation in class, continues with study at home and returns to school for oral quizzing.

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DOI: https://doi.org/10.13130/2037-3597/11338

NBN: http://nbn.depositolegale.it/urn%3Anbn%3Ait%3Aunimi-24597

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ISSN: 2037-3597
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