QUALCHE OSSERVAZIONE SULLA CATEGORIA DI “ITALIANO ACCADEMICO”
DOI:
https://doi.org/10.54103/2037-3597/30531Abstract
L’articolo traccia la storia della categoria italiano accademico, individuando due fasi distinte, tra loro indipendenti: la fase otto-novecentesca, nella quale accademico indicava l’italiano della tradizione letteraria colta, ricercata e arcaizzante (opposta al modello manzoniano), e la fase del Duemila, nella quale la locuzione ricalca l’analoga formula inglese Academic English e designa quindi l’italiano per scopi accademici, impiegato nella saggistica universitaria, trasversalmente ai vari saperi disciplinari. Il recente rilancio della categoria italiano accademico è funzionale sia per designare e diffondere la varietà alta e formale di italiano che si insegna e si utilizza in università, sia per descrivere e sostenere l’italiano della comunicazione scientifica, e anche per questo motivo si propone l’accoglimento della nuova etichetta nello schema delle varietà dell’italiano contemporaneo, accanto all’italiano tecnico-scientifico di cui l’italiano accademico è complementare. L’articolo seleziona inoltre alcuni interventi di intellettuali che tra Otto e Novecento hanno riflettuto sulla lingua e sul registro che meglio si addicono alla saggistica scientifica: Ascoli, De Amicis e Panzini, chiudendo con le osservazioni di Calvino degli anni Sessanta. Infine si propongono possibili sviluppi del progetto DIA.
Some reflections on the category of “italiano accademico”
This article reconstructs the history of the category italiano accademico, identifying two distinct and independent phases: during the 19th and 20th century, accademico referred to the Italian of the cultured, refined, and archaic literary tradition (as opposed to the Manzonian linguistic model); during the 21st century, italiano accademico has evolved from the analogous expression Academic English: it therefore designates Italian for academic purposes, used in university essays across various disciplines. The recent revival of the category italiano accademico is functional both to designate and disseminate the high and formal variety of Italian taught at universities and used in academic essays and writings (educational purpose), and to describe and support the Italian used in scientific communication (research and language policy purposes). For this second aim, the new label could be included into the scheme of varieties of the contemporary Italian, alongside Technical-scientific Italian, to which Academic Italian complements. The article also selects observations from intellectuals who, between the Nineteenth and Twentieth centuries, reflected on the language and linguistic register most suited to scientific essays: Ascoli, De Amicis, and Panzini, concluding with Calvino’s articles on antilingua published in the 1960s. Finally, the author proposes possible developments for the DIA project.
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