Duns Scoto Magister e Teologo

  • Riccardo Fedriga
  • Claudia Macerola
  • Federico Minzoni

Abstract

L'articolo prende in considerazione il possibile dialogo tra i nostri modelli di razionalità e quelli di autori medievali del tardo XIII secolo circa il concetto di laicità. Non si può certo parlare di laicità nel senso contemporaneo del termine, ma un tema interessante - senza alcuna pretesa di riferirsi a impossibili precorrimenti - può essere il concetto, individuabile in alcuni autori del tardo XIII e degli inizi del XIV secolo, della possibile coesistenza di differenti tradizioni filosofiche e teologiche, con l'implicita conseguenza di una sorta di pluralismo metodologico. Tali concezioni possono essere accostate alla moderna idea di libera coesistenza di posizioni diverse, e quindi all'idea di tolleranza più che a quella di laicità, e vengono contrapposte a ogni pretesa di fondare e imporre una esclusiva e univoca lettura della realtà. Da questo punto di vista viene analizzato il pensiero di un giovane magister artium della fine del XIII secolo e, nel contempo, di un giovane magister theologiae, che si identificano nella medesima persona, Giovanni Duns Scoto.

This paper concerns the possible dialogue between our models of rationality and those of medieval authors of the late 13th century about the concept of secularism (it's difficult to find the right translation of the Italian term laicità). It's not possible of course to speak of secularism in the contemporary sense of the term, but an interesting theme - without any claim to speak of precursory theses - can be the concept, already recognizable in some authors of the late 13th century and the beginning of the 14th century, of the possible coexistence of different philosophical and theological traditions, with the implicit consequence of a sort of methodological pluralism. These ideas may be compared to modern idea of free coexistence of different theories, and therefore to idea of tolerance more than to that of secularism, and are opposed to any claim to ground and to impose an exclusive and authoritative interpretation of reality. From this point of view is here analysed  the thought of a young magister artium of the last years of the 13th century and, at the same time, of a young magister theologiae, who must be overlapped in the same man, John Duns Scotus.
Pubblicato
2010-02-23
Sezione
Saggi